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I cicloni del Mediterraneo, perchè tanta violenza in Sardegna?

Strutture cicloniche di particolare intensità risultano molto frequenti sui nostri mari della stagione autunnale, ma sono possibili anche in primavera e non sono rari nemmeno in inverno. Perchè tanta violenza sulla nostra Sardegna?

Sotto la lente - 20 Novembre 2013, ore 11.39

 Perchè tanta violenza sulla perla del Mediterraneo, la nostra Sardegna, un gioiello tutto italiano, ferito a morte dal mostro partorito dal Mediterraneo e ormai additato con i più disparati nomi e appellativi. Come sappiamo situazioni di forte maltempo, anche a sfondo alluvionale, sono purtroppo abbastanza frequenti in Italia nella stagione autunnale.

Ogni anno una regione ne fa le spese: Toscana, Liguria, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia. Stavolta è toccato alla Sardegna. Ma cosa ha dato linfa a un tale mostro del cielo nel bel mezzo del Mediterraneo?

In questa stagione le masse d'aria fredda che giungono dalle alte latitudini si trovano a sorvolare acque ancora molto calde dei nostri mari. L'energia che viene sottratta al mare dall'aria fredda viene utilizzata dalle strutture sinottiche (vortici di bassa pressione, perturbazioni) per esaltare le masse nuvolose e generare fenomeni estremi.

Osservate la figura qui a fianco: trattasi di una immagine prelevata dal satellite Meteosat alle ore 14.15 del 18 novembre, momento apicale del nubifragio che è poi sfociato nell'alluvione occorso in Sardegna. Si nota in particolare quella classica struttura a "V" delle masse nuvolose. Trattasi di una catena di temporali attivati sull'Isola dalla confluenza di correnti calde nord-africane (Scirocco, freccia bianca al vertice), con aria polare marittima che frattanto procedeva dal golfo del Leone (freccia gialla).

Tecnicamente noto come sistema convettivo alla mesoscala del tipo "V shaped", trattasi di una tipica e ben nota schiera di temporali, formati da numerose celle affiancate in diversi stadi di sviluppo. Le celle più giovani (più attive) si trovano entro l'imbuto contrassegnato dalle linee bianche in figura. La struttura può contare su una continua rigenerazione poiche in quota il vento portante (ramo ascendente della Corrente a Getto) spinge le sommità dei temporali verso nord, favorendo al vertice del sistema il continuo risucchio di aria calda e umida dal mare.

In Sardegna ha poi avuto un ruolo determinante anche l'azione di sbarramento operata dall'orografia sui venti di Scirocco. Ecco perchè sono stati colpiti maggiormente i settori meridionali e orientali dell'Isola.

La situazione descritta è tipica di eventi a carattere di nubifragio. Per l'alluvione occorre la contemporanea risposta di un territorio non pronto a ricevere così tanta acqua tutta insieme. Dopo le siccità estive infatti i terreni fortemente induriti non permettono l'assorbimento dell'acqua, che è costretta pertanto a defluire all'esterno procurando allagamenti, frane e devastazioni.

Rammarica ora il fatto che, a fronte di una tecnica previsionale ineccepibile su eventi di questa portata (tutti gli adetti ai lavori avevano previsto il rischio di fenomeni estremi) non faccia mai eco una adeguata sistemazione del territorio nel corso dei lunghi mesi dell'anno che fanno del clima italiano uno dei più soleggiati e gradevoli dell'Europa intera.


Autore : Luca Angelini

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