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I bollori dell'estate italiana: ecco perchè l'Africa è sempre più invadente

E' evidente la correlazione che intercorre tra la forza del Monsone Africano Occidentale e la risalita degli anticicloni che spingono l'aria rovente dei deserti a fare impennare i termometri anche sul nostro Paese. E' evidente anche la maggior frequenza con cui questo meccanismo si ripresenta rispetto ai decenni passati, soprattutto in estate.

Sotto la lente - 24 Agosto 2012, ore 09.51

Ora non accade più solo in estate, pur essendo questa la stagione di maggior frequenza, ma anche altri periodi dell'anno vedono l'alta pressione del nord Africa allargare il suo abbraccio verso il Mare Nostrum. Un abbraccio sempre più stretto e frequente che denota un evidente mutamento nella circolazione generale dell'atmosfera rispetto ai decenni passati.

Ma perchè in questi anni abbiamo sempre questa spada di damocle sopra le nostre teste? I bollori dell'estate mediterranea, tanto per focalizzare l'attenzione sul mutamento più vistoso del nostro clima, traggono origine da diversi fattori concomitanti, alcuni dei quali provengono da situazioni originatesi in luoghi anche molto remoti. Il legame tra le temperature del Pacifico equatoriale da una parte (cicli di Nino e Nina) e la forza dei Monsoni dall'altra determinano il passaggio chiave per comprendere tutte le vicende atmosferiche che avvengono sullo scacchiere mediterraneo del semestre estivo.

Una fase di El Nino infatti tende a rinforzare il Monsone dell'Africa occidentale il quale porta dunque un aumento della piovosità nella regione del Sahel. La spinta dinamica verso nord del Monsone a sua volta forza verso nord anche la circolazione degli Alisei (venti che provengono dai due emisferi e che convergono intorno all'equatore lungo una linea nota come linea di convergenza intertropicale, ossia ITCZ).

Ma la coperta è troppo corta, così a sua volta anche l'ITCZ spinge parallelamente verso nord l'adiacente circolazione subtropicale, nota come cella di Hadley. Quest'ultima è costituita in sostanza dalla banda anticiclonica che staziona sui deserti nord-africani. Questi risalgono dunque verso il Mediterraneo occidentale per raggiungere la penisola Iberica poi, ruotando in senso orario, piegano il loro asse verso levante portandosi verso l'Italia per poi tramontare sui Balcani.

Da qui le estati torride, le temperature al di sopra delle medie e la latitanza delle umide e instabili correnti atlantche. Il medesimo meccanismo si espleta laddove, sotto la spinta dell'indice oceanico indiano IOD, il relativo Monsone Asiatico tende ad inoltrarsi verso il continente. In questo caso la risalita dell'ITCZ interessa le zone arabiche e la risalita dell'anticiclone subtropicale invece il Mediterraneo orientale e, a volte, anche l'Europa dell'est. 

Insomma, come vedete ce n'è per tutti. Ora, con il fenomeno di El Nino in gran rispolvero, le attenzioni si spostano al prossimo inverno, che si spera non debba destinarci ulteriori scampoli di Africa fuori luogo.


Autore : Luca Angelini

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