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GROSSO: "nel dibattito sul cambio climatico si trascura il vapore acqueo e negli anni 70 si pensava al GLOBAL COLDING non al GLOBAL WARMING"

Tradizionale intervista settimanale ad Alessio Grosso.

Sotto la lente - 4 Gennaio 2007, ore 10.29

REDAZIONE: gli elementi che condizionano la circolazione atmosferica sono tanti e studiare le loro interazioni è cosa complessa. E' vero che il Max Planck Institute ha effettuato un esperimento con un modello climatico complesso per simulare il clima e ha scoperto cose davvero interessanti? GROSSO: si, pare che abbiano provato la progressione temporale senza alcuna influenza antropica, vulcanica e solare e abbiano scoperto che la temperature subiva solo piccole variazioni, inserendo gradualmente anche gli altri parametri hanno notato come non ci fossero grandi variazioni, solo quando è stato immesso il contributo antropico la crescita termica è diventata più importante. Sinceramente questo esperimento mi lascia alquanto perplesso, perchè abbiamo visto spesso nel passato che proprio i vulcani e le cause astronomiche hanno avuto grande importanza nella storia dei cambiamenti climatici. REDAZIONE: forse molti non sanno fra l'altro che l'anidride carbonica è un gas poco efficace nell'intercettare il calore, perchè allora si punta sempre il dito contro di lei? GROSSO: per la sua concentrazione, è vero ad esempio che il metano è almeno 25 volte più efficace nel trattenerla e che addirittura i CFC hanno un effetto di ventimila volte superiore ma le loro concentrazioni sono basse pur in preoccupante aumento (pensate ai bovini, alle risaie, agli idrati di metano sepolti sotto le piattaforme continentali ghiacciate). Tuttavia c'è qualcos'altro che non è stato considerato attentamente nell'economia del cambio climatico: il vapore acqueo. Mentre infatti la Terra "fabbrica" da sola 200 miliardi di tonnellate di anidride all'anno, e noi ne immettiamo circa 8-9, il vapore acqueo è presente con 20 mila miliardi di tonnellate. Ed è proprio lui il più forte ed efficace gas serro atmosferico. Su di lui si devono concentrare le attenzioni. REDAZIONE: è vero ma gli scienziati hanno già detto che le oscillazioni di vapore acqueo nell'atmosfera non sono variate nel corso degli anni. GROSSO: anche qui consentitemi di obiettare. La temperatura condiziona notevolmente la concenttazione di vapore in atmosfera. Pertanto più si ha un riscaldamento più si ha evaporazione, dunque aumento della copertura nuvolosa e forse delle precipitazioni e non è detto che proprio le nuvole non possano compensare il surplus di calore che si sta innegabilmente riscontrando. La questione è se un aumento dell'umidità nell'aria accelererà il processo di feedback negativo, cioè di retroazione negativo, riscaldando ancor più il pianeta, o se inveve dovremo attenderci una retroazione positiva, che tenda cioè a raffreddare. REDAZIONE: però non possiamo negare che passiamo sempre più mesi al caldo durante l'anno e quelli freddi o con temperature sotto la media si contano ormai sulle dita di una mano. GROSSO: ma certo, sarebbe sciocco negarlo, fra l'altro il Mediterraneo è una delle regioni che sta soffrendo di più il riscaldamento globale, ma è sulle cause che c'è ancora molto da discutere. Negli anni 70 si riteneva che la concentrazione di anidride potesse addirittura portare ad un "global colding" e non ad un global warming. E poi siamo sicuri che tutto questo caldo (meno di un grado in un secolo) non abbia anche qualche conseguenza positiva? E qui non posso continuare altrimenti lo scientifically correct, la dittatura informativa sul clima, mi emarginerebbe. Vi dico solo che sempre negli anni 70 proprio il presunto raffreddamento fece stilare una lista di tutte le conseguenze negative di un ambiente più freddo. Vi assicuro che non c'era differenza con quella che ci sottopongono oggi per il caldo. Sempre specie in estinzione, raccolti rovinati, popolazioni costrette a migrare, nuove malattie. La verità cari lettori è che il clima perfetto che accontenti tutti non esiste. L'uomo cominci a non inquinare, è vero, ma non giochi a fare l'arbitro o il regista del clima, non ne ha facoltà.

Autore : Redazione

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