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Gli scambi termici lungo i meridiani continuano a prevalere sul flusso zonale

Perché si verifica un fenomeno del genere? Una spiegazione non c'è ancora, tuttavia si possono fare alcune ipotesi concrete.

Sotto la lente - 17 Novembre 2003, ore 10.20

E’ ormai da molti mesi che un flusso occidentale di aria atlantica mite, umido, intenso e costante per più giorni non si presenta sull’Italia, portando episodi piovosi deboli o moderati ad alternarsi con giornate dal tempo estremamente variabile e ventoso, con temperature che oscillano fra valori elevati ed altri meno “caldi” nel giro di poche decine di ore. Negli ultimi tempi infatti la circolazione generale dell’atmosfera ha preferito compensare le anomalie termiche che qualche volta si presentano in alcune zone del nostro Emisfero, attraverso improvvise, consistenti e persistenti irruzioni di aria fredda verso sud, ed estese invasioni di aria calda verso nord. Si può però soltanto dire che in questo modo in alcune aree geografiche le anomalie vengono colmate, ma in altre vengono addirittura accentuate, portando a periodi molto prolungati di tempo secco (come quello che abbiamo vissuto direttamente quest’anno), oppure ad ondate calde molto durature, o addirittura a piogge “monsoniche”; in poche parole la via scelta dalla Natura negli ultimi tempi per riportare tutto ad una sorta di equilibrio (dal punto di vista termico) non è sicuramente fra le più adatte alla circostanza. Per quale motivo allora la circolazione atmosferica insiste a seguire un percorso così poco redditizio? Dare delle spiegazioni dettagliate adesso potrebbe sembrare poco logico, visto che il fenomeno si è presentato solo qualche mese fa, e nonostante la sua persistenza, ha ancora bisogno di essere studiato molto approfonditamente, prima che gli scienziati possano dare una risposta quantomeno verosimile. Tuttavia alcune ipotesi possono essere fatte senza rischiare di cadere nel banale: ad esempio potremmo “tirare in ballo” la debolezza della Corrente del Golfo, ormai riscontrabile da quasi un anno; oppure potremmo fare affidamento ad anomalie oceaniche presenti nell’Emisfero Australe. In ultima analisi la risposta più logica e “comoda” riguarda la possibilità che l’alternanza fra periodi (di alcuni anni) governati dal flusso zonale e periodi segnati dall’impronta degli scambi meridiani, faccia parte di un ciclo naturale, del quale fino ad adesso non avevamo tenuto conto. Per verificare queste ipotesi chiaramente occorreranno studi molto approfonditi da parte di meteorologi e climatologi, pertanto almeno per adesso, in attesa di sapere qualcosa in più riguardo al fenomeno, accontentiamoci di capire il tempo che farà a pochi giorni di distanza, senza cercare di fare previsioni stagionali o addirittura annuali, basandosi su crude statistiche; la Natura infatti non conosce la Statistica, ed in ogni istante agisce sempre in modo diverso rispetto al precedente.

Autore : Lorenzo Catania

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