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Giovedi atteso l'ultimo impulso perturbato

Attraverserà velocemente da nord a sud l'intera nostra Penisola. Il nord-ovest potrebbe rimanere parzialmente al riparo dalla catena alpina occidentale, mentre il centro e il sud vivranno un altra giornata di fore maltempo

Sotto la lente - 25 Marzo 2008, ore 10.50

L'impetuoso fiume artico è in piena. Il canale di aria molto fredda pescata direttamente dai ghiacci polari sta collegando in presa diretta ormai da alcuni giorni il grande nord al bacino centrale del Mediterraneo. La saccatura protesa verso le nostre regioni, una fetta del vortice polare sbilanciato sull'Europa, è costantemente alimentata da successivi impulsi di aria fredda la quale sta imprimendo alla stagione in corso una sorta di percorso alla rovescia verso l'inverno. Quando ciò accade pochi sfuggono all'appello del freddo. Anche le regioni più riparate dalle montagne, quelle di nord-ovest, seppur saltate dal grosso delle precipitazioni, ricevono solitamente la loro dose di freddo secco e cosi è stato. Ora il ramo principale della colata sposta leggermente il suo asse verso levante. La catena alpina interferirà dunque maggiormente con i flussi perturbati in arrivo da nord-ovest riuscendo in parte anche a deviarli, tuttavia l'instabilità risulterà sempre viva e presente, soprattutto al centro-sud. Tra mercoledi sera e giovedi ecco però l'approssimarsi di un nuovo nucleo di aria fredda corazzato da una nuova perturbazione in formazione sulla Groenlandia e in discesa verso le nostre regioni. Il corpo nuvoloso sarà preceduto da tese correnti di libeccio freddo che si presenterà puntuale all'appello sui bacini occidentali italiani increspando nuovamente le acque dei nostri mari fino a burrasca. Le Alpi ce la metteranno tutta per bloccare la nuova irruzione e probabilmente riusciranno nel loro intento solo sulle regioni di nord-ovest protette dal fohen, comunque piuttosto freddo. Il vortice scivolerà poi lungo la Penisola snocciolando il suo ventaglio di precipitazioni soprattutto sulla Sardegna e lungo il versante tirrenico dove vi sarà anche occasione per nuovi temporali. La neve è attesa naturalmente sui crinali alpini di confine, alta valle d'Aosta e Alto Adige settentrionale fino a quote prossime agli 800 metri. Un po' più elevata la quota dei fiocchi in Appennino, posta mediamente intorno a 1200 metri. Le temperature rimarranno su valori al di sotto delle medie ma non subiranno ulteriori cali.

Autore : Luca Angelini

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