Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Ghiacciai in fusione, vulcani più attivi

Scoperto un possibile nesso meccanico tra la fusione dei ghiacciai, in modo particolare entro le regioni polari, e le eruzioni vulcaniche. Naturalmente tutto con impatti non indifferenti sul clima del pianeta.

Sotto la lente - 2 Aprile 2013, ore 09.45

 Il clima cambia per cause naturali? Un recente studio ha rispolverato la fetta "natural" dei cambiamenti climatici, rendendo noto in particolare lo stretto legame che interocrrerebbe tra le vicende climatica di ampia portata e i fenomeni naturali di tipo geologico.

Pensate alle calotte polari ricoperte di ghiacci. Il peso colossale delle masse glaciali, come qualcuno di voi probabilmente sa già, provoca uno schiacciamento delle piattaforme continentali. La progressiva fusione del ghiaccio va a togliere dunque peso alla sottostante piattaforma continentale causando una distensione tra le masse rocciose.

Ebbene, alle conseguenze impensabili di questa conclusione sarebbero pervenuti a mezzo di un interessante studio i ricercatori condotti dalla dottoressa Carolina Pagli dell'Università di Leeds, e Freysteinn Sigmundsson, dell'Università dell'Islanda, il tutto pubblicato non molto tempo fa sulle Geophysical Research Letters. I ricercatori hanno osservato che la progressiva dissoluzione della coltre ghiacciata determina proprio un allentamento della pressione esercitata sulle rocce sottostanti, che a sua volta provoca un aumento della velocità con cui la roccia si fonde in magma.

In questo modo le eruzioni vulcaniche diventano più frequenti. Dove? Naturalmente laddove la deplezione di massa glaciale è maggiore, ovvero all'interno delle regioni polari. Uno studio particolarmente approfondito è stato condotto in Islanda sul vulcano Gjàlp che, fino al 1996, ha eruttato mediamente una volta ogni 58 anni. Ora, con l'ammanco di copertura glaciale i ricercatori hanno appurato che lo stesso vulcano erutterà mediamente una volta ogni circa 30 anni.

Secondo Carolina Pagli le aree che verosimilmente risentirebbero di questo fenomeno comprenderebbero il Monte Erbus in Antartide, le Isole Aleutine e i vulcani dell'Alaska. Proprio le variazioni negli stress presenti nella crosta potrebbero peraltro portare alla creazione di bocche eruttive in località inaspettate.

Da qui nascerebbero ulteriori fenomeni di azione e reazione volti a forzare la mano sul clima: uno scioglimento dovuto a riscaldamento climatico porta a più frequenti eruzioni. Frequenti eruzioni immetterebbero in atmosfera maggiori quantitativi di CO2 ma anche di polveri che, come sappiamo, sono capaci di far abbassare notevolmente le temperature a livello planetario. Ecco che la natura si autocompensa.

Insomma una bella lotta tra ghiacciai e vulcani. Chi vincerà? Ai posteri le conclusioni


Autore : Luca Angelini

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum