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Freddo ballerino, dopo la pioggia qualche fiocco potrebbe tornare a svolazzare sulle pianure del nord?

Le condizioni favorevoli sembra si possano creare nella notte tra giovedì e venerdì, vediamo come potrebbe accadere, perchè, dove e quante probabilità ci sono.

Sotto la lente - 1 Dicembre 2008, ore 11.20

La matassa è ancora ingarbugliata. I nodi da sciogliere sono tanti, uno ogni dubbio che pervade sia noi previsori, sia le carte che ci vengono proposte dai nostri centri di calcolo. Tutti i pezzi del nostro puzzle nevoso dovranno combaciare alla perfezione, altrimenti al posto di un risveglio bianco simile a quello già vissuto i giorni scorsi, potremmo trovare il semplice grigiore della pioggia. Ebbene primo elemento da considerare: l'Europa sarà ancora interessata dalla vasta saccatura semi-permanente colma di aria fredda soprattutto in quota, dovuta alla sua continua alimentazione da parte del generoso vortice polare. Secondo elemento: la nostra saccatura tenderà a ruotare leggermente il suo asse in senso orario, tanto da riuscire a catturare un minimo vagante dai deserti nord-africani e a sospingerlo verso le nostre regioni meridionali quindi sul basso Adriatico verso e l'area balcanica a metà settimana. Risultato: aria abbastanza fredda verrà convogliata a livello del suolo dai quadranti nord-orientali e andrà a rimpiazzare il cuscino freddo ormai invecchiato che giace sulla pianura padana. Nel frattempo la grande saccatura verrà attraversata da un altro impulso settentrionale. Questo si materializzerà con una perturbazione che raggiungeà le nostre regioni settentrionali intorno alla sera di giovedì o al più alla notte di venerdì. L'aria più mite richiamata da questo sistema nuvoloso scorrerà al di sopra del cuscino freddo preconfezionato ed ecco belle che pronte le nostre precipitazioni. Sì ma non è abbastanza: la parziale intromissione di aria meno fredda di origine adriatica, richiamata anch'essa dalla perturbazione, potrà dilagare sui settori centro-orientali della val Padana permettendo alla neve di arroccarsi solo su Piemonte ed ovest della Lombardia ma non è tutto. In caso le correnti in quota ruotassero un po' troppo da sud-ovest (anzichè da un più produttivo sud) ecco che il basso Piemonte e i settori più adiacenti alle Alpi occidentali rimarrebbero in parziale ombra pluviometrica con la beffa di avere il profilo termico adeguato ma non il supporto precipitativo. Insomma, come vedete i dubbi sono ancora molti. Giorno per giorno vi terremo informati sull'evolversi della situazione dipanando di volta in volta qualche nodo in più. Non mancate di seguirci.

Autore : Luca Angelini

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