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Esiste ancora l’anticiclone russo-siberiano?

Da qualche giorno ha subito una cocente sconfitta nella battaglia contro le correnti atlantiche. Ma avrà modo di rifarsi durante il lungo inverno asiatico ...

Sotto la lente - 12 Dicembre 2003, ore 15.29

L’inverno meteorologico ormai è iniziato da più di 10 giorni; non a caso sull’Italia abbiamo avuto già un assaggio di condizioni invernali, soprattutto al centro-sud, dove la neve ha fatto la sua comparsa fin quasi sui litorali, grazie a masse di aria fredda di estrazione groenlandese. Solitamente però in questo periodo dell’anno la nostra Penisola risulta già essere stata colpita da una o più irruzioni di aria fresca o fredda dalla Russia, o addirittura dalla Siberia, dove la stagione invernale è veramente dura. Come mai quest’anno non si sono ancora avute notizie del famoso “Orso” Russo, ossia quell’anticiclone termico che puntualmente nel tardo autunno si forma sulle steppe siberiane per poi distendersi in qualche caso verso l’Europa? Perché proprio in questi giorni esso ha subìto una cocente sconfitta da parte delle correnti miti atlantiche. Difatti fino ad una settimana fa la grande figura di alta pressione campeggiava su buona parte dell’Asia continentale, portando le temperature a sfiorare in certe zone i –55, -60°C mentre la pressione raggiungeva i 1055 hPa; ma si sa, gli umidi e miti venti atlantici, quando si mettono in testa di scorrazzare in lungo ed in largo nel nostro Emisfero, non conoscono ostacoli. Ecco che allora l’Orso si è ritirato nella sua tana più sicura, in prossimità dell’Himalaya, i attesa di giorni migliori. Attenzione però: in questa stagione i venti “miti” in Siberia sono quelli che portano temperature attorno ai –15, -25°C, valori inimmaginabili per noi; di conseguenza il ghiaccio e la neve riescono comunque a resistere al suolo. Si può allora essere in qualche modo fiduciosi, e sperare che le correnti oceaniche, quando si calmeranno, lasceranno nuovamente campo libero all’Orso, che così tornerà a distendersi su tutta la steppa, preparando forse una bella irruzione di aria fredda continentale sull’Europa, condita magari da forti e gelidi venti di “Burian”.

Autore : Lorenzo Catania

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