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E dall'uovo di Pasqua spuntano i ROVESCI di NEVE...

L'aria fredda che sopraggiungerà nel prossimo fine settimana sarà molto instabile e porterà a notevoli contrasti all'origine di formazioni nuvolose cumuliformi associate a rovesci e occasionali temporali nevosi fino a quote molto basse

Sotto la lente - 20 Marzo 2008, ore 10.50

Il grande fiume di aria fredda in arrivo dalla Groenlandia avrà due caratteristiche preponderanti: la radice fredda che determinerà il sensibile abbassamento delle temperature e la stratificazione instabile che la farà ribollire con imponenti costruzioni nuvolose foriere di precipitazioni anche a carattere di rovescio. Pasqua e Pasquetta non si presenteranno dunque bersagliate da precipitazioni estese o persistenti ma trascorreranno sotto il segno di un tempo alquanto inaffidabile che dovrebbe comunque accontentare (o scontentare a seconda dei punti di vista) un po' tutti. Si parte tra venerdi e sabato con l'arco alpino. Le creste di confine riceveranno gli apporti nevosi maggiori ma i venti tempestosi sospingeranno le precipitazioni oltre lo spartiacque interessando anche gran parte dei versanti italiani. Impegnata in modo particolare l'alta valle d'Aosta ma anche l'alta val d'Ossola, la val Formazza, le Alpi Retiche, le Orobie, l'Alto Adige, il Trentino settentrionale, l'alto Veneto e il Friuli. I fiocchi si spingeranno mediamente fino a 500-600 metri. Dopo l'impulso principale ecco subentrare l'instabilità che abbraccerà sia il giorno di Pasqua che il Lunedi dell'Angelo. Non sarà proprio aria di pic nic o gite all'aperto. Certo, non mancheranno le schiarite, anche ampie e soleggiate, tuttavia il rovescio sarà sempre dietro l'angolo e il travaso dell'aria fredda dalle quote superiori potrà condurre i fiocchi bianchi ad inoltrarsi coraggiosamente verso il basso nonostante le temperature potranno mostrare valori anche al di sopra dello zero. Oltre all'arco alpino anche l'Appennino si dovrà attendere il curioso e suggestivo fenomeno della neve primaverile. In particolare lunedi si verificheranno episodi nevosi con accumuli anche di un certo rilievo intorno ai 600-700 metri sull'Appennino Ligure di Levante, sul tratto Tosco-Emiliano, Umbro-Marchiagiano, settori interni del Lazio, Abruzzo e Molise. Coreografiche sfiocchettate saranno possibili anche a quote sensibilmente inferiori durante le precipitazioni più intense. Analogo discorso, ma con la quota neve posta generalmente tra gli 800-900 metri, toccherà all'Appennino Campano, alla Sila e ai rilievi sardi, in particolar modo sui rilievi del Gennargentu. Da non sottovalutare la componente ventosa che, unitamente al calo delle temperature, potrà condire il tutto con sensazioni di freddo intenso dovuto al forte indice di raffreddamento, il cosiddetto wind-chill.

Autore : Luca Angelini

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