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Dove colpirà l’uragano “Fabian”?

E’ previsto muoversi verso l’Europa; ma arriverà ancora carico di energia?

Sotto la lente - 5 Settembre 2003, ore 11.42

Già in altre occasioni parlammo della possibilità che alcuni uragani, una volta transitati sull’Atlantico, potessero essere agganciati dal flusso di correnti calde ed umide che alimentano la depressione d’Islanda, portandoli ad attraversare l’Oceano da ovest ad est e poi anche parte dell’Europa. In tali frangenti però sottolineammo anche il fatto che a causa della temperatura relativamente bassa della superficie marina sull’Atlantico settentrionale, nella loro fase di avvicinamento al Vecchio Continente questi cicloni avrebbero perso rapidamente energia, presentandosi sulle coste occidentali europee come normali perturbazioni atlantiche, magari accompagnate da raffiche di vento un po’ più forti del consueto. Ebbene nei prossimi giorni si presenterà una situazione favorevole a questa evoluzione: la stagione degli uragani sull’Atlantico infatti è ormai cominciata da qualche settimana, ed almeno per adesso sembra che il settore tropicale dell’Oceano abbia intenzione di sfornare molti di questi cicloni. L’uragano “Fabian”, un bellissimo ciclone che attualmente genera venti fino a 220 km/h, sta imperversando da diversi giorni in prossimità delle Piccole Antille, e solo nelle ultime ore ha cominciato a muoversi verso nord; il corpo nuvoloso in futuro non abborderà le coste orientali degli Stati Uniti, come spesso fanno i suoi simili, ma rimarrà in pieno Oceano, spingendosi entro 48 ore in prossimità delle coste canadesi. Successivamente perderà rapidamente energie (per il motivo descritto precedentemente) e verrà sopraffatto dalla intensa corrente a getto polare, che lo spingerà sempre più velocemente verso est, in direzione dell’Islanda e della Scozia, dove tenderà ad allargare il suo centro di azione, arrivando addirittura a sostituire la depressione semipermanente oceanica. E’ prevedibile quindi che martedì prossimo (o al più tardi mercoledì) sull'Islanda si avranno venti molto forti e piuttosto freschi, magari accompagnati anche da brevi acquazzoni, ma nulla di più; sulla Penisola Italiana invece non ci dovrebbero essere conseguenze dirette del passaggio del ciclone sul nord-Europa, anche se nella seconda metà della prossima settimana è possibile che la coda di una delle perturbazioni generate dalla depressione arrivi a lambire le nostre regioni. Anche se si verificherà tale eventualità comunque non ce ne accorgeremo, e confonderemo il corpo nuvoloso in transito con un classico corpo nuvoloso di provenienza oceanica.

Autore : Lorenzo Catania

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