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Da dove arriverà il freddo?

Entriamo nel dettaglio della colata di aria continentale in arrivo

Sotto la lente - 5 Dicembre 2002, ore 09.15

L’ondata di freddo che nei prossimi giorni ci investirà è ancora in parte da decifrare, sia nell’intensità che negli effetti dal punto di vista precipitativo, ma nel frattempo possiamo già descrivere alcune sue caratteristiche. Innanzitutto va notato che sulla Scandinavia si sta nuovamente formando l’anticiclone “ibrido” che ci ha tenuto compagnia durante buona parte dell’estate (ve lo ricordate?); in questo contesto però gli effetti che porterà sul tempo in Europa saranno di gran lunga diversi da quelli avuti in luglio: non avremo temporali diffusi e grandinate frequenti ovunque, perché oramai le steppe siberiane e la Russia, da dove arriverà l’aria nei prossimi giorni, si sono raffreddate notevolmente e non contribuiscono più ad accentuare i contrasti termici fra suolo ed alte quote. Allora cerchiamo di capire meglio cosa accadrà stavolta. La colata fredda si articolerà in due fasi: una prima fra domenica e martedì, quando il freddo arriverà dall’Estonia e dalla Russia Bianca, ed una seconda fra mercoledì e giovedì con un impulso gelido in discesa dalla Siberia centrale verso l’Ucraina e (smorzato) sul Mediterraneo centro-orientale. Nel primo caso i venti di Burian porteranno un certo calo della temperatura soprattutto sulle regioni del medio ed alto Adriatico, ma c’è una incognita ancora da ben decifrare: vista la direzione di spostamento, parte dell’aria fredda potrebbe infiltrarsi nella Valle del Rodano per generare una piccola depressione in prossimità della Sardegna; questa avrebbe l’effetto di mantenere le temperature in quota leggermente più alte di quelle che si possono prevedere adesso. L’esperienza ci insegna che in media in casi di Burian le depressioni sul Tirreno si formano solamente in un secondo tempo, quindi a meno di sorprese il minimo depressionario non dovrebbe generarsi, permettendo all’aria fredda di coinvolgere tutto il versante adriatico fino all’Appennino Abruzzese compreso. La Pianura Padana sarà la zona che risentirà maggiormente del raffreddamento, in quanto il Burian entrerà direttamente dalla Porta della Bora e rimarrà “intrappolato” nella conca creata da Alpi ed Appennini, per poi ristagnarci diversi giorni. Passando alla seconda fase, fra mercoledì e giovedì, possiamo dire che avremo un ulteriore raffreddamento di 2-3°C su tutta la Penisola; inoltre in questo caso, a differenza del precedente, la formazione del minimo di pressione sul medio Tirreno è molto probabile. Non aspettatevi però grossi effetti: ci saranno probabilmente alcune nevicate a quote relativamente basse sull’Appennino centrale e settentrionale; magari qualche fiocco anche in Pianura Padana e sul versante settentrionale dei monti liguri, ma niente per adesso sembra deporre per un coinvolgimento di buona parte delle regioni in forti precipitazioni.

Autore : Lorenzo Catania

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