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Cosa potrebbe accadere durante la prossima settimana?

La distensione verso nord dell'alta pressione atlantica potrebbe portare a nuove irruzioni di aria artica sull'Europa.

Sotto la lente - 11 Febbraio 2004, ore 10.43

Nella giornata di ieri ci siamo lasciati con le prospettive di una breve ma intensa fase fredda su parte delle nostre regioni, specialmente quelle adriatiche, nelle giornate di domani e venerdì 13; abbiamo anche detto che a causa della notevole quantità di energia in gioco nel corso dell’episodio descritto sarebbe stato difficile fare previsioni per scadenze più lontane, in particolare per la prossima settimana. Nonostante la bassa affidabilità di queste ultime proiezioni, vogliamo comunque cercare di individuare una linea di tendenza, un filo logico che ci permetta di guardare alla seconda parte del mese senza porci troppe domande; a tal proposito allora possiamo dire che il grande anticiclone europeo, dopo aver dominato per alcuni giorni sul nostro Continente, a partire da sabato o domenica tenderà ad indebolirsi lentamente a partire dal fianco orientale, quello esposto alle discese di aria fredda dalla Scandinavia e dalla Russia. Fra lunedì e martedì il campo di alta pressione al suolo dovrà cedere completamente sotto i colpi sferzanti delle depressioni atlantiche, nuovamente piene di vigore; tuttavia una piccola cellula anticiclonica riuscirà probabilmente ad isolarsi alle alte latitudini, fra il Mare del Nord ed il Mar di Norvegia, in una posizione che potrebbe rivelarsi molto utile. Difatti nonostante la defezione in prossimità del suolo, onde anticicloniche (disposte lungo i meridiani) alle alte quote si susseguiranno sull'Oceano, permettendo lo sviluppo di una breve ma vistosa situazione di blocco atlantico fra martedì e mercoledì prossimo, ed agevolando in tal modo la discesa di aria artica verso l’Europa settentrionale e centrale; probabilmente l’Italia in questa fase verrà interessata da alcune depressioni, che però non riusciranno a pilotare fin sul Mediterraneo l’aria fredda appena citata. Comunque alcuni modelli matematici forniscono una evoluzione a lungo termine ancor più interessante; la presenza costante di un’area di alta pressione in prossimità del Polo, una anomalia che frequentemente si è presentata nel corso del mese di gennaio, potrebbe ancora una volta determinare robuste irruzioni di aria fredda fin sul Mediterraneo già a partire dal giorno 20; stavolta però la massa d’aria sarebbe di origine siberiana o comunque artica continentale. Adesso però ci siamo spinti davvero troppo avanti, quindi vi rimandiamo ai prossimi aggiornamenti per eventuali novità o conferme.

Autore : Lorenzo Catania

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