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Come evolve la situazione?

Proviamo a capire in dettaglio cosa succederà nei prossimi giorni

Sotto la lente - 28 Novembre 2002, ore 10.07

Osserviamo innanzitutto la situazione attuale: la depressione “Victoria”, che ha prodotto così tanti problemi su gran parte del settentrione, è sullo Ionio e si sta colmando definitivamente; quindi anche i residui rovesci presenti sulla Calabria ionica e la Sicilia orientale tendono ad esaurirsi piuttosto rapidamente. Il resto d’Italia in questo momento si trova in una sorta di “palude barica”, con pressione piuttosto livellata attorno ai 1016-1017 hPa, ma appena ad ovest delle Alpi è già pronto ad entrare in azione un nuovo sistema frontale atlantico. Rispetto alle perturbazioni che l’hanno preceduta, questa è accompagnata da una saccatura (una struttura di bassa pressione in quota con isobare aperte, e non chiuse su se stesse) piuttosto larga e poco accentuata verso sud: cosa significa questo? Che i fenomeni che l’accompagnano saranno meno vistosi e duraturi rispetto a quelli che abbiamo avuto fino a ieri. C’è però una complicazione di cui tenere conto: il fronte freddo del nuovo sistema è accompagnato da aria artica marittima piuttosto fredda in quota; pertanto quando questa massa d’aria entrerà domani mattina sul Mediterraneo dalla Francia, trovando ad accoglierla temperature molto più alte nei bassi strati, potrebbe generare qualche breve temporale sulla costa toscana, oltre a piogge moderate su buona parte delle regioni settentrionali (ad esclusione di basso Piemonte e Liguria di Ponente). Si tratterà comunque di un passaggio molto rapido; la banda nuvolosa infatti si dirigerà rapidamente verso il meridione, dove alla fine della giornata di sabato genererà una depressione piuttosto profonda. Nel frattempo sulla Sardegna avrà fatto il suo ingresso il Maestrale, mentre sulle Alpi la Tramontana annuncerà un certo calo delle temperature; infatti nella nottata fra sabato e domenica l’anticiclone delle Azzorre creerà un ponte fra sé ed il suo “collega” russo su Francia e Germania, permettendo ad aria fresca continentale di affluire per qualche ora verso di noi. Ma prima della giornata di lunedì questo collegamento verrà spezzato da una intensa perturbazione proveniente dalla Groenlandia e diretta più decisamente nella Valle del Rodano; nella serata di lunedì prossimo nascerà allora una nuova depressione sul Tirreno settentrionale che andrà a fondersi con quella già presente sullo Ionio, così che si vada a formare una figura molto estesa e profonda, capace di generare intensi venti di Bora sull’alto e medio Adriatico. Sarà in questa fase che avremo il calo più deciso di temperatura, e probabilmente si verificheranno le prime nevicate sugli Appennini al di sopra dei 1200 metri, oltre che sulle Alpi a quote piuttosto basse. Per la prognosi successiva conviene comunque aspettare qualche giorno, visto che la situazione sembra diventare piuttosto dinamica.

Autore : Lorenzo Catania

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