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Cicli glaciali, il fenomeno particolare dei ghiacciai "surge"

I ghiacciai subiscono l'azione diretta indotta dall'andamento del clima. Tra i complessi movimenti delle masse glaciali spicca però un fenomeno estremamente curioso, separato dai capricci climatici, che caratterizza apparentemente senza motivo solo alcuni bacini

Sotto la lente - 15 Settembre 2011, ore 10.42

 I glaciologi ne vennero a capo solo nel 1968. Un seminario tenutosi all'Università di Quebec in Canada mise alla luce una singolare manifestazione: gli scienziati notarono una sorta di onda di ghiaccio che attraversava per intero le lingue glaciali dai bacini di accumulo alle fronti gonfiandosi improvvisamente e riversandosi poi a valle in modo tumultuoso.

In sostanza il fenomeno appare come una serie di piene che si riversano a valle con cadenza piuttosto regolare a distanza di anni. L'onda glaciale parte dalle quote medio-alte e amplificandosi si propaga verso il basso. Quando raggiunge la fronte, la spinta diventa alquanto evidente, esattamente come il frangente di un'onda del mare quando si propaga sulla spiaggia. Gli scienziati, pur non avendone tuttora chiarito definitivamente i meccanismi, compresero che tali manifestazioni non erano direttamente imputabili a mutamenti climatici.

Il comportamento delle masse glaciali appariva infatti del tutto singolare rispetto a tutti gli altri bacini e anche attualmente, a fronte di ghiacciai in prevalente ritiro, se ne distinguono alcuni in apparente, pulsante e improvvisa avanzata. Il fenomeno per la prima volta fu osservato in maniera spettacolare in Alaska ma anche in Himalaya e, non ultimo, anche sulle nostre Alpi. Nel 1953 in Karakorum la fronte del ghiacciaio Kutiah avanzò di ben 12 chilometri in 3 mesi provocando disastrose innondazioni.

Nelle Alpi si sono osservati fenomeni di " surge" su alcuni ghiacciai delle Pennine e delle Lepontine. L'entità e la frequenza degli eventi sono piutosto limitati, tuttavia spiccano casi abbastanza vistosi avvenuti di recente anche in concomitanza alla destabilizzazione del tessuto glaciale ad opera di periodi particolarmente caldi in alta quota. Fu imputabile al fenomeno "surge" la repentina avanzata del ghiacciaio della Brenva sul versante italiano del Monte Bianco (nell'immagine), avvenuta a doppia ripresa nel 1918 e nel 1921 cui si associò anche un'imponente frana ben visibile da valle anche ai giorni nostri.

Manifestazione analoga si verificò nell'estate del 2003 al ghiacciaio del Belvedere ai piedi della parete est del Monte Rosa. Pur non essendo univocamente imputabile a fenomeni di "surge" ma parallelamente al contingente eccezionale periodo climatico in atto, tale avanzata mise a rischio il sottostante abitato di Macugnaga a causa dello sbarramento a valle delle acque di fusione da parte dei blocchi di ghiaccio. Il "Lago Effimero" cosi come venne chiamato il bacino scavato dalla massa glaciale nel corso della sua avanzata, rimane attualmente una chiara testimonianza sul territorio di questo singolare fenomeno ormai rientrato ma che potrebbe improvvisamente ripresentarsi.


Autore : Luca Angelini

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