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Che intenzioni hanno gli anticicloni?

Analizziamo la previsione sulla posizione delle principali strutture bariche per i prossimi giorni

Sotto la lente - 21 Gennaio 2003, ore 11.47

In questi ultimi giorni abbiamo spesso parlato dell’ondata di gelo in corso negli Stati Uniti ed in Canada, sottolineando il fatto che una discesa fredda che si spinge fin quasi sul Golfo del Messico spesso genera una “risposta” quasi immediata dell’anticiclone delle Azzorre, che grazie al rallentamento ed alla maggiore ondulazione della corrente a getto polare, si spinge verso nord. In effetti quella capitata in questi giorni è proprio l’occasione giusta per osservare un fenomeno del genere; a partire da domani sera infatti la figura di alta pressione sull’Atlantico tenderà ad espandersi verso N-NE sull’Inghilterra, invadendola e puntando la Scandinavia. Quest’ultimo obiettivo probabilmente verrà conquistato entro la serata di giovedì, ma sarà presto concesso alle perturbazioni atlantiche, che così saranno costrette a scorrere a latitudini elevate. Nel frattempo però il braccio anticiclonico, ruotando in senso orario e portandosi lentamente verso S-SE, troverà un “appiglio” in un’altra figura di alta pressione dinamica posta sulla Russia, con la quale formerà fra venerdì e sabato uno “scudo” di protezione che impedirà alle perturbazioni in transito su Svezia e Norvegia di piegare verso l’Europa centro-orientale. Con questa struttura barica però l’Italia si troverà invasa da una depressione piuttosto profonda, che porterà vento forte da E un po’ su tutte le regioni e nevicate attorno ai 600-1000 metri sull’Appennino centrale, mentre al sud insisteranno diversi acquazzoni con rischio di temporali intensi; a tal proposito vi sconsigliamo di intraprendere una qualsiasi uscita in mare con la barca (se non strettamente necessario), dato che tutti i bacini sono previsti inquieti, quindi si andrebbe incontro a qualche rischio di troppo. Tornando alla disposizione delle figure bariche, probabilmente domenica l’anticiclone delle Azzorre subirà una nuova spinta verso nord sull’Atlantico, ma stavolta non tenderà ad allungarsi in quella direzione; infatti sembra che si isolerà una “bolla” di aria calda in quota molto estesa (elemento fondamentale di una struttura dinamica anticiclonica), che verrà agevolata nel portarsi verso le Isole Britanniche dalla corrente a getto polare. Tale manovra però toglierà rifornimento al braccio che costituiva la barriera protettiva sull’Europa centrale, che così tenderà rapidamente a sfaldarsi, riaprendo la strada a deboli perturbazioni, che scenderanno nuovamente verso la nostra Penisola, rialimentando in parte la depressione già presente. In sostanza c’è la possibilità che fra domenica e lunedì un nuovo impulso di aria artica marittima si incunei dalla Valle del Rodano verso il Tirreno andando ad alimentare l’instabilità su parte del centro e del sud, specie sulle coste. Come già accennato ieri quest’ultimo punto però rimane un’incognita piuttosto insidiosa, e di conseguenza ci torneremo sopra tutti i giorni, per segnalare eventuali variazioni o conferme

Autore : Lorenzo Catania

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