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Che dicembre sarà, continuerà il maltempo o tornerà la stabilità? Sarà mite o arriverà il gelo?

Con l'ausilio dei resoconti stagionali pervenutici dai maggiori centri climatologici mondiali cerchiamo di stilare una prognosi a tiratura mensile che sia verosimile. Ecco come dicembre potrebbe impostare la sua permanenza tra noi.

Sotto la lente - 3 Dicembre 2008, ore 10.21

Che dicembre sarà? Come sempre dare una risposta univoca e logicamente plausibile è arduo mestiere. E se la logica non ci aiuta, tantomeno la matematica ci viene incontro. Insomma il balletto delle proiezioni stagionali, anche se riferite ad un solo mese, non sono convincenti e mirate come vorremmo. In più l'interpretazione dei dati si presta a varie sfaccettature che inquadrano una situazione in continua evoluzione, della quale i modelli a lunga scadenza, la cui taratura è ancora in fase di collaudo, per primi ci capiscono poco. Cerchiamo in ogni caso di stilare una conclusione statistica che ci faccia comprendere in che tipo di dicembre ci stiamo immergendo. Quelle da ricercare sono le analogie che legano i vari outlooks, ossia i resoconti ufficiali degli enti climatologici. Ebbene, pare che ci sia un accordo abbastanza univoco sul discorso temperature. Sia il CFS dell'ente americano NOAA e l'IBIMET siano concordi nell'inquadrare un dicembre più freddo del normale sia sull'Ialia che su tutto il comparto europeo occidentale. A rimetterci in questo caso sarebbe paradossalmente il grande serbatoio naturale del freddo invernale europeo, ossia la Russia e la Siberia. Niente anticiclone termico russo-siberiano? Non sarebbe una novità, anche se nel corso dell'inverno la situazione potrebbe radicalmente cambiare. Naturalmente lo scotto da pagare per un mese più freddo pare possa essere un deficit pluviometrico concentrato sulle medesime zone dove le temperature si manterranno sotto media. Anche in questo caso la maggior parte degli outlooks trae conclusioni simili, tuttavia appare subito all'occhio una evidente incongruenza con l'andamento delle precipitazioni avvenute sotto la spinta dell'attuale fase di maltempo. Fase di maltempo che, seppur ampiamente intervallata, potrà ripresentarsi dopo il Ponte dell'Immacolata contribuendo a rimpinguare l'anomalia precipitativa prevista da codesti modelli, almeno su alcune regioni d'Italia. Buono già a monte invece il profilo precipitativo laddove giacerebbe l'anomalia termica positiva, ossia sul comparto russo-siberiano. L'ottimo innevamento della zona che ne deriverebbe (pur in anomalia termica positiva appunto) sarebbe probabilmente co-fattore nel determinare gli spostamenti del freddo nella seconda decade del mese sull'Europa e anche sul Mediterraneo. La nostra Penisola si troverà proprio lungo il crocevia delle correnti in arrivo dalle steppe innevate in alternanza con gli apporti più umidi e comunque sempre piuttosto freddi convogliati dalla grande saccatura che ancora insisterà sulla nostra fetta di continente. Risultato: un dicembre sotto media che non disdegnerà anche qualche episodio invernale di tutto rispetto. E la neve? Le premesse sono incoraggianti.

Autore : Luca Angelini

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