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Cambiamento importante del tempo da metà gennaio?

Le manovre delle grandi figure bariche fra Alaska, Polo Nord, Groenlandia ed Azzorre potrebbero innescare un deciso cambiamento della situazione meteorologica sull'Italia dopo il 15 gennaio.

Sotto la lente - 7 Gennaio 2004, ore 10.23

Il gelo si sta impossessando di buona parte del Continente americano, portando temperature veramente rigide; ad esempio nella tarda serata di ieri (ora locale), a New York i valori termici sono scesi fino a –6°C, mentre solo 300-400 km più ad ovest, nelle zone interne, la colonnina di mercurio ha toccato i –12°C! Se pensate che siamo solo all’inizio dell’irruzione fredda potete immaginare cosa attende gli abitanti delle coste orientali degli States. Ma per quale motivo siamo partiti con il descrivere la situazione attuale negli Stati Uniti, se il nostro scopo è sapere cosa succederà sull’Europa nei prossimi giorni? Perché come già accaduto in altre occasioni, i cambiamenti repentini del tempo sulla nostra Penisola spesso vengono anticipati da fasi di maltempo piuttosto intense proprio sul Nord America; stavolta però la svolta non sarà dovuta ad una marcata spinta dell’anticiclone delle Azzorre verso nord, o perlomeno non lo sarà in un primo tempo. L’irruzione di aria gelida dal Canada verso il cuore degli States infatti è stata generata dalla spinta dei venti da nord sviluppatisi in seno ad un robusto anticiclone dinamico dalla struttura piuttosto anomala, dato che si è formato sull’Alaska, quasi sul Circolo Polare Artico. La grande bolla di aria calda in quota (questa è la peculiarità più importante di un anticiclone dinamico), sta lentamente migrando verso nord, in direzione del Polo. Già adesso la spinta della figura di alta pressione verso latitudini più settentrionali sta sviluppando venti tempestosi sulla calotta artica, venti che nel corso delle prossime 24-48 ore si estenderanno alle propaggini più settentrionali della Groenlandia. Ebbene sarà proprio questo passo a dare il “la” ad una possibile manovra di aggancio fra l’anticiclone polare e quello termico groenlandese, un “abbraccio” che potrebbe innescare una colata di aria fredda in direzione dell’Atlantico centrale, che verrebbe raggiunto dalla massa d’aria artica proprio attorno al 13-15 gennaio. Con queste premesse la depressione d’Islanda verrebbe spinta ad agire a latitudini più meridionali, portando varie perturbazioni di moderata o forte intensità ad investire la Penisola Italiana, dove anche il vento tenderebbe a rinforzare; in un secondo momento con l’aggancio fra il grande anticiclone groenlandese-polare e quello azzorriano, l’aria artica potrà direttamente sfociare sul Mediterraneo (seppur stemperata), dando inizio ad una fase di tempo fresco (o freddo) ed instabile. Questa seconda fase si potrebbe concretizzare fra il 16 ed il 19 gennaio; tuttavia cercare di entrare nel dettaglio di una previsione a così lungo termine può essere molto “rischioso”, pertanto vi invitiamo a seguire tutti gli aggiornamenti che vi verranno forniti nei prossimi giorni riguardo agli interessanti spostamenti di queste figure bariche.

Autore : Lorenzo Catania

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