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Caldo: onda lunga o corta?

Onda calda che già mercoledì potrebbe cedere sul settentrione, incalzata da una saccatura in avvicinamento da Ovest.

Sotto la lente - 11 Luglio 2007, ore 10.28

Il caldo non è ancora arrivato, ma per molti l’occhio viaggia già verso il prossimo week-end quando, complice l’arrivo del temuto promontorio anticiclonico nord Africano, masse d’aria piuttosto calda scivoleranno dal Mediterraneo occidentale al nord Italia, per poi ricadere su tutte le nostre regioni. Ora la domanda che molti si fanno è: durerà poco? durerà molto? Diciamo subito che una risposta affidabile è al momento molto difficile, dobbiamo gettare l’occhio di qui ad almeno 168h, lasso di tempo piuttosto in là che fa decadere di non poco l’affidabilità previsionale. Tentiamo comunque di trarre una indicazione di massima dalle ultime emissione di modelli matematici di previsione, spesso bistrattati ma dopotutto l’unico mezzo disponibile per rispondere a queste domande. Cercando di non usare termini tecnici incomprensibili, possiamo osservare come nei giorni scorsi i modelli tendessero a prevedere l’anticiclone più lento a portare i suoi massimi sulle nostre regioni. Emissione dopo emissione si è passati invece ad una situazione che prospetta un arrivo veloce dei massimi anticiclonici sulle nostre regioni, già domenica-lunedì. Tutto questo significa che l’atmosfera continua a disporre di una energia di movimento lungo i paralleli sostenuta, che non tende a rallentare come inizialmente i modelli tenderebbero a supporre. Un po’ quello che ha caratterizzato il tempo di questa prima metà di estate 2007: continua alternanza di promontori e saccature in scorrimento sull’Europa da Ovest ad Est. Come un treno che fatica a rallentare o fermare la sua corsa. Ecco quindi che, presente lunedì una nuova saccatura allungata dalle isole Britanniche alla penisola Iberica, già nella giornata di mercoledì le regioni occidentali dovrebbero iniziare a risentire del flusso instabile sud-occidentale che precede l’arrivo della saccatura. Saccatura che alla luce delle emissioni modellistiche di stamani sembra possa poi entrare sul settentrione nella seconda parte della settimana ponendo fine, almeno per le regioni settentrionali della Penisola, a questa imminente onda calda. Più complesso e complicato, invece, il discorso per le regioni centrali e soprattutto meridionali, dove per ora non si intravvedono centri depressionari energici in grado di sfondare sul medio e basso Mediterraneo.

Autore : Paolo Sartori

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