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Aria fredda in azione e l'Appennino centrale si tinge di bianco

La supercolata inoltratasi coraggiosamente verso il nostro solatio Paese si è fatta indubbiamente notare. La sua principale caratteristica è senz'altro da ricercarsi nella distribuzione estremamente variegata dei fenomeni

Sotto la lente - 6 Marzo 2008, ore 10.18

Marzo, come spesso accade, non delude. Quando l'aria dell'Artico riesce ad aprirsi un varco dentro i muri anticiclonici ormai di casa in sede mediterranea, graffia e i contrasti con una stagione in via di evoluzione accentua gli attriti esaltando i fenomeni. Cosi quell'Appennino che per gran parte dell'inverno ha atteso invano la neve si tinge di bianco alle porte della primavera, affermando a gran voce che in atmosfera nulla è dato per scontato. Per gran parte della mattina di mercoledi ha nevicato in Toscana, in particolare sule zone montuose e sui valichi dell'aretino ma anche sull'alto Mugello. Al passo della Futa si transita solo con catene montate, mentre al passo della Calla nel Casentino, il manto nevoso ha raggiunto i 15 centimetri. All'Abetone la neve, che cade ininterrottamente da martedi', ha superato i 30 centimetri offrendo agli sciatori piste splendidamente innevate in vista del prossimo weekend e del vicino periodo pasquale. Ma è stato soprattutto lo spettacolo delle Apuane imbiancate ad attirare l'attenzione nel plumbeo cielo che scorreva veloce sui cieli della Toscana. Stesso discorso per il versante opposto dove il forte vento di bora ha ammassato una insistente nuvolosità sui declivi emiliani, romagnoli, umbri e marchigiani apportando nevicate intermittenti che hanno fatto piombare in pieno inverno le località interne poste sopra ai 400-500 metri. E proprio la bora ha fatto parlare di sè oltre le rive dell'Adriatico. Trieste vive il suo terzo giorno consecutivo di vento forte che si è anche presentato nella sua versione "scura", ossia con precipitazioni. Nella giornata di mercoledi è stato abbattuto più volte il muro dei 100 km/h con una punta massima di 106 orari. Ricordiamo che la raffica di bora più violenta registrata negli ultimi dieci anni è stata rilevata sempre a Trieste il giorno 23 novembre 2005: gli strumenti allora immortalarono una velocità di ben 148 km/h.

Autore : Luca Angelini

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