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Analisi ragionata sulle possibili sorti dell'INVERNO

Quale sarà il destino dell'inverno? Ci dobbiamo davvero aspettare una fine ingloriosa della stagione oppure c'è possibilità di qualche cambiamento dell'ultim'ora? Questo e molto altro nella nostra analisi, condotta con l'ausilio di diversi strumenti prognostici e su diversi fronti di indagine.

Sotto la lente - 31 Gennaio 2014, ore 10.00

 "C'è chi dice no", esclamava a gran voce il grande rocker emiliano Vasco Rossi nel lontano 1987. Allora gli inverni funzionavano ancora a dovere, oggi invece potrebbe proprio essere il nostro generale a puntare i piedi e suggerirci di lasciarlo perdere. Volata via la prima parte con due sole mezze irruzioni fredde (30 novembre 2013 e 28 gennaio 2014) e un unico infinito abbraccio mite e umido, ecco ora sopravvenire la seconda che al momento non promette nulla di buono.

Potremmo tagliare la testa al toro e dire chiaro e tondo che l'inverno climatico è ormai finito (o meglio che non è mai veramente iniziato) se non che, dopo una complessa analisi incrociata, siamo giunti alle conclusioni che qualcosa potrebbe ancora succedere. E allora, inverno, se ci sei batti un colpo!

Siamo al punto primo della nostra analisi: a nostra disposizione la modellistica elaborata dai vari centri di calcolo mondiale e interpretata al filtro dell'esame probabilistico. Ebbene, se facciamo eccezione per una manciata di giorni tra il 3 e il 6 febbraio, quando si porrà in essere il terzo (timido) tentativo stagionale di messa in moto da parte dell'inverno, quasi tutta la prima metà di febbraio trascorrerà con temperature e spesso anche piovosità superiori alla norma.

Siamo dunque passati a consultare prodotti modellistici a gittata maggiore, concentrandoci segnatamente sulle dinamiche stratosferiche, che presentano in questo caso il miglior raggio di veduta. Abbiamo notato un imminete tentativo di disturbo a carico del vortice polare che alla fine però non sfocerà nell'evento che avrebbe effettivamente potuto cambiare le sorti della stagione, il Major Warming. Insomma nessuno sconvolgimento arriverà dall'alto, anche se la seconda metà di febbraio potrebbe risentire di un certo indebolimento dei geopotenziali proprio per la quasi bilobazione del vortice polare stratosferico attesa intorno alla metà del mese.

Morale: il tutto si potrebbe risolvere nel quarto (timido) tentativo di messa in moto da parte dell'inverno nel corso della terza decade del mese. Qualche giorno di freddo (normale) e qualche occasione per locali nevicate a bassa quota (normale), forse nulla di più. Ma dopo quattro tentativi, anche un'automobile ci fa capire che la batteria è scarica. Cosa rimane allora?

Beh, a questo punto, dopo aver scartato tutti questi elementi, non ci rimane che capire se la circolazione dei bassi strati, quella troposferica, riuscirà a metterci del suo. D'altra parte ricorderete che il febbraio del 2012 propose sull'Italia una interessante ondata di gelo invernale senza alcun aiuto dalla stratosfera. In quel caso ci finì addosso un pezzetto del lobo siberiano del vortice polare, un po' quello che è successo a inizio dicembre del 2013 sul comparto medio-orientale con la bella nevicata fino in Terra Santa.

Poi la forza del lobo canadese del vortice polare ha avuto la meglio, riuscendo a tenere a bada il muro gelido continentale con l'irruenza delle correnti atlantiche e i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi. Ebbene il vortice canadese sembra non dover mollare la presa tanto facilmente, quindi sarebbe da scartare anche quest'ultima ipotesi. 

C'è dell'altro?

Non paghi, ci siamo andati a studiare anche i diagrammi di Hovmoller, uno strumento dal nome impossibile ma dalle grandi potenzialità, poichè ci consente di studiare i treni d'onda. In altre parole ci consente di mettere a fuoco i periodi caratterizzati da anomalie positive di geopotenziale (periodi con maggiori probabilità anticicloniche) e quelli da anomalie negative  (periodi con maggiori probabilità cicloniche). Anche in questo caso nessun segnale di particolare rilievo; ben evidenziata la fase tiepida intorno alla metà del mese, poi tempo che sembra andare in stand-by. 

Accidenti, intanto i giorni e le settimane saranno passati, marzo incomberà e con esso anche la primavera meteorologica. Che il generale venga davvero a trovarci oltre il tempo massimo?


Autore : Luca Angelini

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