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Ai Poli nevica di più

L'assottigliamento della banchisa artica mette a nudo la superficie dell'oceano la quale a sua volta mette a disposizione maggiori quantitativi di umidità che danno luogo a precipitazioni nevose più abbondanti.

Sotto la lente - 29 Febbraio 2012, ore 09.20

 Sembra un paradosso, in realtà è una fisica conseguenza della deplezione progressiva della banchisa artica. Meno ghiaccio, più neve. Questo è il risultato dell'equazione che vede bilanciarsi forzanti primarie e secondarie, il cosiddetto effetto feedback, del nostro clima.

Un clima quanto mai vivo e mutevole, la cui forma viene troppo spesso erroneamente immaginata come statica, ma che in realtà nasconde oscillazioni a diversa frequenza, dal giorno al millennio. Ora, la situazione pesantemente deficitaria dei ghiacci artici sta mutando profondamente l'assetto circolatorio generale dell'emisfero.

Quanto affermato è supportato da alcuni lavori tra i quali spicca quello pubblicato sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti e che fa capo alle risultanze di un apposito modello elaborato dai ricercatori dell'Istituto statunitense di Tecnologia della Georgia e da quelli dell'Accademia Cinese delle Scienze. A fronte di un ammanco di ghiaccio pari quasi al 30% rispetto al 1979, data di inizio delle rilevazioni satellitari, ha fatto da contraltare una deviazione delle correnti in uscita dal continente nord-americano, che risultano complessivamente indebolite.

Questo sarebbe uno dei motivi secondo il quale la traiettoria e la forza delle storm tracks, ovvero dei cicloni extratropicali, sarebbero meno incisive rispetto ai decenni passati. In altre parole qui starebbe uno dei motivi che vede latitare da tempo le perturbazioni atlantiche sull'area mediterranea, in favore di condizioni di maltempo che si originano per altre vie.

Secondo la stessa ricerca questo affievolimento del flusso portante occidentale favorirebbe condizioni migliori per più frequenti incursioni di aria molto fredda dai quadranti settentrionali. L'aria artica tende così a venire risucchiata verso le medie latitudini andando a contrastare con le masse d'aria intermedia provocando quindi cadute di neve via via più abbondanti nel corso degli anni.

Meno ghiaccio e più neve quindi. Il capoprogetto dello studio Jiping Liu, climatologo al Georgia Institute of Technology di Atlanta, afferma che se il ghiaccio del Mar Glaciale Artico continuerà a diminuire, è probabile che negli inverni che verranno assisteremo con sempre maggior frequenza a nevicate abbondanti e blizzard.

Nelle due immagini 10 anni di nevicate nell'emisfero nord a febbraio, così come le ha elaborate la Rutgers University.


Autore : Luca Angelini

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