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La palude barica, cos'è e cosa comporta in estate

Il termine viene spesso utilizzato nella descrizione della situazione sinottica e indica che la pressione alle quote medio-basse dell'atmosfera risulta livellata su grandi distanze.

Salute, scienze e tecnologie - 6 Luglio 2011, ore 15.54

 Caldo anche intenso, un po' afoso, vento fermo con le brezze che graziano a mala pena i fortunati che abitano vicino a grandi laghi o lungo le coste marine, nessuna perturbazione in vista per centinaia di chilometri, cieli azzurri e, anche in montagna pochissime nubi cumuliformi. Questo è il quadro tipico di una giornata estiva italiana, questa è la tipica situazione che sinotticamente è nota come "palude barica".

Ecco però che, d'un tratto, tutto può cambiare. Improvvisamente fioriscono imponenti nubi a cavolfiore, dapprima sulle zone montuose, poi anche su pianure e nelle vicinanze delle coste. Possono anche seguire forti temporali con colpi di vento e grandinate unitamente ad un imprevisto calo delle temperature. Tutto si ferma verso sera, quando l'azzurro del cielo ormai rimasto orfano del sole, torna a colorare di un timido azzurro pastello il crepuscolo sopra ai tetti e alle città.

Cosa è accaduto? Ci trovavamo nella tipica situazione delle calme estive, quando per lunghi chilometri su mari e continenti la pressione ai livelli medio-bassi della troposfera risulta livellata, non trovandosi in loco alcun centro di alta o bassa pressione. Qui la circolazione si rimescola grazie al calore solare ma il tutto si blocca poi salendo di quota a causa della presenza di una sorta di tappo invisibile. In alta atmosfera tutto un altro tipo di circolazione, magari altrettanto blanda, ma comunque soggetta al trafilamento occasionale di aria più fresca dai bordi del vortice polare.

Queste sono le situazioni che possono potenzialmente scatenare quei temporali improvvisi che squarciano la tranquillità di un pomeriggio estivo votato al gran sole. L'aria fresca, più pesante, viene a trovarsi improvvisamente sopra l'aria calda statica e più leggera, quindi senza appoggio "sotto i piedi", e si rovescia verso il basso rimescolando la colonna d'aria, demolendo le tipiche inversioni termo-igrometriche che giacciono in queste situazioni e dando il via all'innesco di questi temporali. Lo start avviene solitamente lungo i rilievi montuosi poichè il rimescolamento suddetto può contare sull'appoggio dei pendii montuosi e può avvenire con maggior risultato ma con minor dispendio di energia.

Sono tuoni e fulmini ma poi tutto poi si risolve in serata. Anche qui nessuna perturbazione, nessuna massa d'aria nuova, niente vento (sinottico). I cieli tornano azzurri poichè il calo termico dovuto alle precipitazioni ricostruisce le inversioni termo-igrometriche e ripristina il tappo atmosferico che blocca gli scambi di calore verticali dell'aria. Il mattino dopo le temperature sono già tornate al livello di partenza e l'atmosfera, bella soleggiata, è pronta per un altro giro, altro scherzetto pomeridiano, a tirare un nuovo bel tiro mancino a noi poveri mortali, usciti ancora una volta di casa senza ombrello per paura di essere presi in giro dai sapientoni della meteo che prenderanno l'acqua anche oggi, salvo poi sentenziare "Te l'avevo detto che quando ho il mal di schiena piove,,,"  


Autore : Luca Angelini

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