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...è arrivato il MARIN(O)!

Ecco tutti i segreti di un vento che, specie in estate, può essere anche impetuoso.

Salute, scienze e tecnologie - 8 Luglio 2011, ore 10.45

Dopo giorni e giorni di calma, arriva quasi all'improvviso. E' il MARIN, vento impetuoso che scende dai crinali dell'Appennino Ligure e Tosco Emiliano ed invade la parte meridionale della Valpadana.

Lungo il versante adriatico, tale vento assume una componente più occidentale e viene denominato "GARBINO".

Città come Asti, Pavia, Alessandria, Parma e Reggio Emilia conoscono molto bene questo vento, senza contare i versanti padani dell'Appennino Ligure, dove le raffiche possono superare a volte i 100km/h.

Quando soffia il Marin, l'orizzonte a sud, verso l'Appennino, non nasconde le nubi "da stau" che sui versanti marittimi si trasformano in "Maccaja".

Se invece si volge lo sguardo a nord, verso le Alpi, si notano gli imponenti addensamenti nuvolosi che originano forti precipitazioni temporalesche segnatamente su Biellese, Verbano, Comasco, Varesotto, Lecchese e Bergamasco.

A volte il Marin è talmente forte che riesce a raggiungere anche la città di Milano, portando un'insolita invasione di mosche provenienti dalle vicine campagne.

Cosa c'è alla base di questo vento? Per avere la sua attivazione serve ovviamente una zona di bassa pressione tra l'alta Pianura Padana e le Alpi. Questa si origina quasi sempre in occasione di transiti perturbati sull'Europa centrale, che riescono comunque a lambire l'arco alpino.

L'azione di risucchio da parte di questa depressione è spesso agevolata in estate dalla superficie del Mar Ligure ancora fredda. Ecco perchè i mesi in cui il Marin soffia con piu tenacia sono maggio, giugno e la prima parte del mese di luglio.

Tale vento può soffiare anche in inverno, ma solitamente il suo raggio d'azione si limita ai versanti padani appenninici ed alle zone di pianura piu prossime, senza proseguire oltre. In altre parole, il Marin ad Alessandria o Pavia nei mesi invernali è quasi impossibile.

Dal punto di vista fenomenologico, tale vento costituisce (come abbiamo già detto) il carburante per l'innesco dei temporali alpini e dell'alta pianura. Spesso il Marin va in convergenza con sbuffi piu freschi provenienti dalle Alpi. Nella zona di "scontro" si hanno perciò fenomeni anche intensi, accompagnati talvolta da grandine ed episodi vorticosi.

Quando la perturbazione sulle Alpi si sposta, il divario pressorio tra il settore settentrionale e meridionale della pianura si appiana, ed il Marin cessa.

 


Autore : Paolo Bonino

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