Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Tromba marina: istruzioni per l'uso!

Cronaca di un'esperienza veramente ravvicinata con una tromba marina

Racconti meteo - 27 Agosto 2001, ore 09.45

Il vostro articolo sulle trombe marine formatesi nei pressi di Chia, in Sardegna, il 2 marzo 2001 mi ha riportato indietro nel tempo, quando mi e' accaduto di vivere una situazione del genere a distanza veramente ravvicinata. Ne ho un ricordo molto vivido e molto dettagliato, perche' fu un'esperienza emozionante ma anche abbastanza pericolosa, soprattutto rivisitata col senno di poi. Misano Adriatico, agosto 1970, pomeriggio. In quel periodo ricordo che gli agosti erano molto "regolari", e sistematicamente sulla riviera romagnola si proponeva il rito del temporale pomeridiano, al punto che eravamo tutti organizzati psicologicamente alla cosa: si faceva il bagno un po' prima, alle prime gocce si correva al riparo sotto il tendone di un bar sulla spiaggia, e li' ci si metteva a giocare senza perdere d'occhio le forze della natura, che qualche volta regalavano chicchi di grandine, saette e altri spettacoli preziosi per noi piccoli. Ma si viveva bene la cosa, sia da parte degli adulti, sia da parte dei bambini: era una specie di ulteriore opportunita' per socializzare, trovandoci riuniti sotto un unico tetto, anziche' dispersi tra gli ombrelloni. Ho nove anni. Sto giocando con gli altri piccoli amici in spiaggia, un pomeriggio come tanti. Attorno alle 16:30-17 si avvia il solito rito: da nord-ovest, in direzione di Rimini, si intravede una foschia cupa che guadagna rapidamente spazio. Accade anche - e questo e' anomalo - che un identico scenario si profila contemporaneamente anche da nord/est. Noi bambini siamo tutti allegri, perche' la cosa lascia presagire sviluppi interessanti dal punto di vista "catastrofico": magari una grandinata di quelle che innevano le spiagge con qualche centimetro di ghiaccio (si era verificata una volta, un paio di anni prima). Parlottiamo tra noi, con il naso in su, per definire una strategia comune e restare in spiaggia, da contraporre ai nostri genitori che invece vorrebbero rincasare, vista la situazione che peggiora rapidamente. Alla fine - come al solito - il gruppo resiste stoicamente in spiaggia, teli di spugna sulle spalle e carte da briscola che volano alle prime raffiche. Terremo la posizione sino alle prime gocce di pioggia. Nel frattempo, nel giro di una ventina di minuti, le condizioni atmosferiche sono letteralmente precipitate. Dal sole rovente di poco prima si e' passati ad un cielo coperto uniforme. Proprio sopra la nostra testa stanno convergendo due formazioni di cumuli nerissimi, dai contorni molto definiti, circondati e sovrastati da un ampio fronte grigio compatto. Non si vedono ancora sotto i cumuli le colonne piu' chiare dei rovesci. Si alza un forte vento, e quindi il gruppo desiste dagli intenti, e anche se non piove ancora, ci rifugiamo nel solito bar a fare le solite cose. Dall'ampia vetrata vedo che il vento si e' improvvisamente calmato. Colgo l'occasione per strappare il permesso di andare con le amiche e gli altri amichetti sul terrazzo del bar, una zona attrezzata sul tetto piano. "Ma alle prime gocce, scendi" e' l'ordine categorico dei miei genitori. Su quello stesso terrazzo, pochi sere prima avevamo assistito con l'inevitabile meraviglia dei piccini ad uno spettacolo pirotecnico. Non ci eravamo resi conto che stavamo per vedere qualcosa di molto piu' incredibile, di li' a poco. Comunque, anche se in presenza di un semplice temporale, le nostre condizioni psicologiche erano le stesse di chi va a gustarsi i fuochi d'artificio. Ci accovacciamo contro il davanzale del terrazzo, con le gambe che penzolano nel vuoto fuori dal parapetto. Lo scenario che osserviamo e' inquietante. Non tira un filo di vento. I bagnini hanno chiuso prudenzialmente gli ombrelloni, tolto i teli. In spiaggia non c'e' piu' nessuno. La luce si e' abbassata. La cosa che mi colpisce maggiormente e' il contrasto tra l'aria immobile a livello locale, ed il rotolare poderoso dei cumuli, ormai sulle nostre teste. Cadono poche gocce, ma si vede che non e' una pioggia convinta, e infatti dopo mezzo minuto siamo di nuovo asciutti. Non fa freddo, nonostante la temperatura si sia abbassata. In queste condizioni, sempre con il naso in su, continuiamo ad osservare quello che accade sopra di noi. Proprio sopra di noi, dal gigantesco cumulo scuro che ci sovrasta, appare una piccola protuberanza, ben distinta dal resto della massa nuvolosa. La protuberanza assume consistenza, e in pochi secondi risulta evidente che quel segmento di nube non si sposta - come d'uso - parallelamente alla terra. Sta venendo verso terra! E' come un tentacolo, che tanto piu' scende, tanto piu' e' veloce. Letteralmente, ricordo di essermi chiesta che razza di nube potesse essere quella. Una nube a forma di tubo! A scuola non me ne avevano mai parlato. Pensavo alle figurette del libro di lettura: cirri, strati, cumuli, ecc. La cosa non rientrava nella classificazione. Il tentacolo si sviluppa dall'alto, sopra di noi, (e quindi sulla terraferma) obliquamente verso il mare. Siamo tutti deliziati a quella vista, e siamo cosi' presi a guardare in alto, che solo per caso abbasso lo sguardo, e vedo che - prima ancora che il "tentacolo" sia sceso sino a terra, in corrispondenza del prolungamento della sua estremita' - molto piu' sotto, si e' formata una nuvoletta turbinosa, in mezzo al mare. Non e' un vortice, per quel che si puo' vedere, ma sembra una nuvoletta ben circoscritta e molto movimentata, che si sposta di moto proprio. Rapidamente acquista dimensioni, e molto prima che il tentacolo dal cielo si unisca a lei, dalla "nuvoletta turbinosa" che vedo sull'acqua si stacca un tentacolo biancastro, che in pochi secondi si unisce al tentacolo del cielo. SOLO in quel momento realizzo che dove trattarsi di una tromba marina. Si trattava di un fenomeno di cui non conoscevo nulla: sapevo della sua esistenza solo perche' era raffigurato in una casella del "Gioco dell'Oca" che facevo spesso con le amiche. Anche se quella casella diceva "Una tromba marina fa affondare la tua nave: stai fermo un giro", in quel momento ricordo di non aver realizzato il pericolo immediato. La tromba marina, ora, parte da un punto di poco spostato a ovest rispetto alle nostre teste, e obliquamente (30 gradi, almeno) e' unita alla superficie del mare, a trecento-quattrocento metri al massimo dalla nostra posizione. Il mare intorno al fenomeno non e' particolarmente mosso, anzi, e' meno agitato di come normalmente e' al pomeriggio su questi litorali, prima della bonaccia serale. Il turbine si sposta rapidamente, anche se la definizione di "turbine" e' impropria, perche' appare come un movimentato banco di nebbia dal centro del quale si sviluppa il tentacolo, progressivamente piu' scuro salendo verso l'alto, cosi' compatto e definito da apparire quasi di consistenza solida. Passa sopra un "trampolino" (tralicci in tubi imbullonati che un tempo erano costruiti a qualche centinaio di metri dalla riva appositamente per gli "arditi" tuffatori della riviera) e si vede che dopo il suo passaggio qualcosa nella struttura e' cambiata. All'improvviso pare si accorga di noi, cambia direzione, e anziche' spostarsi parallelamente al litorale come aveva fatto sino a qual momento, viene verso di noi. A quel punto ricordo che il nostro umore e' cambiato, e pur nella nostra scontata incoscienza, abbiamo capito che la cosa poteva avere implicazioni. La tromba si sposta con calma, ma viene verso riva. E' al massimo a duecento metri, molto probabilmente meno. La dimensione delle nuvoletta turbinosa e' direi - a occhio - di una ventina metri di diametro al massimo. Il vento si alza, ma non come ci si potrebbe aspettare, e comunque molto al di sotto dei valori dei normali fenomeni temporaleschi. Il turbine arriva a una ventina di metri dalla riva (dalla quale noi ci troviamo ad una cinquantina/sessantina di metri) ad un paio di bagni di distanza. La nuvoletta sfiora la spiaggia, raccoglie sabbia e per qualche istante cambia anche colore. Sembra un aspirapolvere, ho pensato. Riprende piu' decisa la nostra direzione. In quel momento arriva mia madre (che non si era accorta di nulla: mi portava la felpina!) che viene contagiata dalla sfera di incoscienza che stavamo emanando, e quindi - visto che non piove e il vento e' del tutto tollerabile - chiama gli altri perche' vengano ad assistere alla cosa. Il DNA delle mamme non e' programmato per interpretare il pericolo delle trombe marine. Dopo pochi secondi, il turbine a terra si fa' quasi trasparente, evidentemente perde forza, per pochi secondi vediamo alcune cose della spiaggia volare sbatacchiate qua e la', un paio di ombrelloni rimasti aperti, altri piccoli oggetti, poi il tentacolo si ritrae su nel cielo, velocemente, il cono dal quale si protendeva si riuniforma al resto della nube. Stranamente, schiarisce rapidamente, senza che cada una goccia d'acqua. L'unico a capire il rischio di quanto era successo penso sia il bagnino, che sento parlare con il barista con fare concitato, poco dopo. Ho spesso parlato sinora di incoscienza dovuta alla giovane eta' che avevo. In realta' credo che anche ora reagirei allo stesso modo, pur nella maggiore consapevolezza che necessariamente mi trovo ad avere. L'animo umano di fronte alle forze della natura si sente attratto - al loro grandioso manifestarsi - quasi che questo contatto gli permetta di ricollocarsi in una scala di proporzioni corretta, tra il significato del proprio essere ed il posto che la quotidianita' ci assegna invece nella vita.

Autore : Antonella Guizzardi

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 05.36: SS118 Corleonese-Agrigentina

incidente rallentamento

Traffico rallentato, incidente a 2,915 km prima di Incrocio Marineo (Km. 4,5) in direzione Incroc..…

h 05.33: A6 Torino-Savona

rain

Pioggia nel tratto compreso tra Carmagnola (Km. 13,1) e Mondovi' (Km. 62,7) in entrambe le direzi..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum