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MeteoLive è orgoglioso di presentarvi: "il clima di Bolzano"

Una rigorosa, dettagliata descrizione del clima della conca bolzanina a cura di Marco Bonatti

Prima pagina - 30 Gennaio 2008, ore 15.15

MeteoLive, su proposta dello stesso autore, ha deciso di pubblicare la sintesi di un superbo lavoro di ricostruzione del clima di Bolzano. Un lavoro durato 13 anni, condotto in maniera superba ed appassionata da Marco Bonatti, che noi riassumeremo in 5 puntate. Complimenti al signor Bonatti, che ha presentato il suo libro anche nelle scuole delle città alto-atesina. "Il clima di Bolzano è particolarmente complesso: diversi fattori contribuiscono infatti a modificare non solo i valori attesi “sulla carta” di temperatura, pressione ed umidità, ma anche la natura originaria delle masse d’aria che si dirigono con diversa frequenza verso la città: la modesta altitudine tra le vette alpine, alcune delle quali sfiorano i 4000 metri e la particolare conformazione del territorio, che crea nel caso della conca bolzanina una sorta di “isola” mite ben protetta dai venti settentrionali e favorevolmente esposta a mezzogiorno, ma anche al riparo dalla umidità atlantica e quindi con un cielo spesso sgombro di nubi. Eppure l’estrema vicinanza con il clima freddo di altitudine non può non condizionare il regime termico della città, che difatti si discosta abbastanza sensibilmente da quello della vicina area mediterranea. Nonostante il clima di fondovalle sia comune a tutta la regione alpina, a Bolzano i contrasti sembrano essere più evidenti: la città si trova infatti a metà strada tra il regime marittimo delle coste italiane e quello nivale delle cime che contornano la sua conca; risente sia degli afflussi di aria fredda polare (i cui effetti vengono limitati dalla cerchia alpina) sia delle correnti calde ed umide provenienti dalle coste settentrionali dell’Africa. A seconda del prevalere di una o dell’altra circolazione essa può godere di un tepore primaverile o ricadere in giornate semi-invernali in periodi decisamente fuori stagione. Ancora, mentre sull’Europa Centrale e sull’area mediterranea soffia con violenza un freddo vento polare, il fenomeno del Foehn può regalarle un tepore primaverile. Infine, talvolta il sole splende sulla città nonostante buona parte dell’Italia si trovi sotto una coltre di nuvole grazie alla sua posizione “sottovento” rispetto alle correnti umide provenienti da sud e da ovest. Un clima quindi singolare, che si distingue a tal punto da quello montano delle zone circostanti da assumere i contorni di un “microclima” con sfumature da un lato mediterranee, dall’altro continentali, che l’uomo contribuisce a rendere ancora più bizzarro con la sua opera di urbanizzazione. Sfumature che, oltretutto, assumono maggiore o minore importanza a seconda del quartiere; così il soleggiato rione di Gries ha richiamato per tutto il secolo scorso il turismo elitario d’oltreconfine tanto da diventare rinomato luogo di soggiorno invernale, mentre la parte della città all’ombra del Colle e dello sperone del Virgolo si è guadagnata il poco invitante nomignolo di “Siberia” bolzanina. Tutto ciò ad evidenziare i contrasti esistenti nella regione alpina, che trovano nella città altoatesina dei più eclatanti esempi. Le osservazioni relative allo stato del cielo, alla direzione del vento ed a vari fenomeni verificatisi su Bolzano o nelle vicinanze sono state effettuate tramite rilevamenti in più punti del circondario ed in diversi momenti della giornata. Grazie alla sua particolare disposizione a semicerchio ed alle cime che in alcuni casi superano i 4000 metri, il versante alpino funge infatti da vero e proprio “spartiacque meteorologico”, mantenendo le regioni poste sulla giogaia meridionale al riparo dalle fredde correnti di settentrione che provengono spesso direttamente dal Circolo Polare Artico e che altrimenti penetrerebbero indisturbate verso la Pianura Padana. Una rapida occhiata su di una cartina fisica è sufficiente non solo per dare conferma a quanto detto, ma anche per notare come l’angolo orientale della catena alpina sia costituito da una serie quasi ininterrotta di gruppi e vette, che in corrispondenza della provincia altoatesina lasciano uno spiraglio verso il nord solo in due punti, ai 1500 metri del Passo Resia ed ai 1370 metri del Passo del Brennero. Di questa azione protettiva beneficia ovviamente tutta l’Italia del nord, anzi non è raro in questi casi che freddo e neve imperversino sulle regioni alpine d’oltreconfine e su buona parte della penisola italiana, dalla Toscana fino all’Appennino meridionale, mentre a Bolzano, Torino o Milano il sole splende e la temperatura può anche essere accettabile; la città altoatesina trae però ulteriori vantaggi dal fatto di essere incassata in una conca ben chiusa verso nord (nella sua parte orientale la catena alpina raggiunge la massima larghezza con 260 chilometri) e verso est (lo sbarramento costituito dalle Dolomiti risulta anch’esso di grande importanza dal punto di vista climatico in quanto opera uno sbarramento alle fredde correnti orientali) e leggermente rivolta verso Mezzogiorno, cosa che favorisce una efficace azione di riscaldamento diurno nelle giornate di sole, in tutte le stagioni. Ne conseguono forti differenziazioni climatiche nel ristretto ambito provinciale, che creano evidentemente non pochi problemi al meteorologo; rendendo decisamente complicato lo studio dei fenomeni di interazione. Paradossalmente sono proprio le montagne che, nonostante su vasta scala determinino un generale raffreddamento, contribuiscono localmente ad addolcire i rigori invernali in pianura rendendo la città di Bolzano e le contrade della Bassa Atesina una specie di grande “isola” a clima mite se rapportato a quello di altre località distanti in certi casi solo pochi chilometri in linea d’aria. Detto questo, non va trascurata la modesta altitudine (tra i 200 ed i 300 m) alla quale si trova la piana lungo il letto del fiume Adige fino alla zona del meranese, una eccezione per l’Alto Adige, che vede ben il 64% del suo territorio oltre i 1.500 metri. In sostanza, ben 2/3 della provincia possono vantare una favorevole esposizione a Mezzogiorno, e comunque gran parte del territorio gode di una buona protezione dalle correnti settentrionali, inoltre tutta la Bassa Atesina e la Valle dell’Adige fino a Merano e quella dell’Isarco fino a Bressanone sono situate a bassa quota e formano, dal punto di vista climatico, un “distretto submediterraneo”; ma la sinergia di tutti i componenti citati trova nella conca bolzanina una delle sue migliori espressioni. In sostanza, la città ed i dintorni godono di una variante moderata del severo clima alpino, anche se la lontananza dal mare non permette un deciso contenimento degli estremi stagionali. Il clima di Bolzano può essere definito temperato-continentale mitteleuropeo. FINE PRIMA PUNTATA (Visita il sito di Marco Bonatti)

Autore : Marco Bonatti

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