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MAREMOTO: 165.000 i morti

Si aggrava il bilancio del gigantesco Tsunami che ha colpito l'Oceano Indiano, scarsamente attrezzato per fronteggiare un'emergenza da maremoto, contrariamente al Pacifico. Sono ben 5000 i dispersi europei.

Prima pagina - 3 Gennaio 2005, ore 09.13

Sarebbero circa 165.000, secondo una stima Onu, le vittime del maremoto nel sud-est asiatico. Il primo allarme Tsunami era stato lanciato dal centro per il controllo degli Tsunami del Pacifico ad Honolulu ed era stato diffuso a 26 membri del sistema internazionale d'allarme, dunque anche alla Thailandia e all'Indonesia. L'allarme però è giunto troppo lentamente, non via Internet, bensì via telefono, con le conseguenze che abbiamo visto. Via Web l'allarme è arrivato solo alcune ore dopo l'arrivo della prima ondata. Le autorità di Bangkok hanno ammesso la leggerezza. Questo allarme aveva una grossa importanza nelle zone più lontane dall'epicentro del terremoto, dove lo Tsunami sarebbe giunto nelle ore successive, non certo nelle zone più vicine al sisma, e avrebbe certamente salvato la vita di migliaia di persone. Nell'Oceano Indiano purtroppo non esiste un sistema di rilevamento come nel Pacifico. Se ad esempio si verificasse un terremoto alle Hawaii, grazie ad un sistema di boe-sensore, un detector sottomarino e il satellite si è in grado di stabilire che Los Angeles sarà colpita dall'onda di maremoto 7 ore dopo il sisma, Lima in Perù 13 ore dopo. Certo i sensori arrivano a costare 200mila Euro. Il Paese leader è il Giappone che ha un network di sensori a fibre ottiche che trasmette informazioni al centro meteorologico nazionale facendo scattare l'allarme pubblico in meno di 120 secondi. Anche gli States comunque stanno studiando sistemi avanzatissimi, il Noaa nel 2005 lancerà un nuovo disposiitivo che azionerà automaticamente altoparlanti sulle spiagge americane. Quanto a Sumatra, l'isola indonesiana era già stata colpita da fotissimi terremoti nel 1797 e nel 1833; su scala planetaria nel secolo scorso gli eventi tellurici più forti si sarebbero concentrati tra il 1952 e il 1965. All'inizio del novecento risale la distruzione di San Francisco e di Messina. Secondo un'ipotesi formulata nel mondo scientifico, i grandi terremoti si presenterebbero a grappoli, in qualche modo collegati tra loro ma non tutti sono comunque d'accordo. Sarebbe come ipotizzare che le grandi nevicate si ripetono a distanza di 5 anni l'una dall'altra su una data zona... DONAZIONI: è attiva la pagina dell'UNICEF per fare donazioni. L'UNICEF è infatti già in azione per soccorrere i bambini colpiti dal maremoto.

Autore : Alessio Grosso

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