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Il freddo non molla la presa

Cinque gradi sotto lo zero nella Capitale. Oggi ancora annuvolamenti irregolari sull'estremo sud, dopo le nevicate di ieri, per il resto tempo ben soleggiato. Domani moderato aumento delle temperature, segnatamente in montagna. Tra lunedì e martedì passaggio di una "goccia fredda" sul nord Italia con qualche rovescio di neve in trasferimento da est verso ovest. In seguito tempo anticiclonico più mite su tutta la Penisola.

Prima pagina - 5 Gennaio 2002, ore 07.44

La neve a Crotone, a Catanzaro, a Taormina, le bufere sulla Sila, la Valle dei Trulli in Puglia imbiancata e il freddo intenso su gran parte della Penisola. Anche questa mattina non si scherza e si sono toccati i -11°C a Bolzano e i -12°C a Milano Malpensa. Fa un gran freddo anche al centro, nella Capitale come a L'Aquila. La neve, come da previsione, è caduta ieri in Turchia e Grecia, Istanbul e Atene erano e sono ancora imbiancate. Sul meridione d'Italia i fenomeni si sono attenuati ma è ancora presente una nuvolosità irregolare e un vento sostenuto dai quadranti nord-orientali, che si infilano sul bordo meridionale dell'anticiclone che ci sta ostinatamente interessando. Questa mattina possiamo confermare l'arrivo di un impulso freddo sul nord Italia tra lunedì e martedì, legato ad un piccolo vortice in quota che si muoverà con moto retrogrado da est verso ovest, raggiungendo la Francia nel corso di martedì. Si tratterà proprio di una piccola smagliatura nell'ambito di un anticiclone che continua a far "paura" e ad aggravare la situazione siccitosa su gran parte del nord Italia. Anche per il centro-sud però sembra profilarsi un periodo decisamente più stabile. L'anticiclone infatti smetterà di occupare una posizione meridiana, distendendosi lungo i paralleli e interessando gran parte dell'Europa da mercoledì 9 a sabato 12 e provocando un generale riscaldamento, più apprezzabile in quota. Sarà forse per questo che il CNR ha mandato avanti l'esperto di biometeorologia, il Dottor Maracchi che, dopo la performance di novembre in cui annunciava nevicate precoci senza specificare dove ed un inverno mite, ieri ha stupito tutti con una previsione che va oltre ogni velleità della nostra rubrica "la sfera di cristallo" annunciando alla nazione che il canto del merlo, anticipato ai primi di gennaio, è un segnale inequivocabile di una primavera precoce in febbraio e marzo. Aldilà del fatto che pensavamo che il CNR si affidasse a ben altre deduzioni per formulare ipotesi circa il futuro meteorologico, si può pensare che il tutto sia stato divulgato ai principali organi di informazione a suffragio di quanto dichiarato a novembre e con le carte meteo a lungo termine pronte a dar loro ragione. In effetti il freddo per ora sembra destinato a battere gradualmente in ritirata, specie dalla metà della prossima settimana, ma da qui a dire che l'inverno è pronto alla resa, quando sulle Alpi non si è visto un fiocco di neve, non farà certamente piacere a quanti operano sul territorio, primi fra tutti gli uomini della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco.

Autore : Alessio Grosso

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