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Al via la stagione dei TEMPORALI al nord, fortissima GRANDINATA su Milano

Colpiti in particolare i quartieri nella zona sud-ovest della metropoli lombarda. L'esplosivo cocktail dovuto al core della corrente a getto sulla verticale delle Alpi e all'aria fredda che si è riversata dalla valle d'Aosta sorvolando quella più mite e umida presente sulla pianura Padana

Prima pagina - 17 Marzo 2008, ore 07.39

Esordio temporalesco con il botto sulla Lombardia. Una profonda cellula grandinigena ha attraversato nella serata di domenica mezza pianura lombarda ed è stata classificata come "MCS", ossia sistema convettivo a mesoscala. Si è trattato di una struttura nata dalla fusione di più cellule minori e alimentata quindi da più fonti di aria caldo-umida provenienti dal suolo ("updraft"). L'asse di queste "torri di aspirazione" è penetrato nelle masse nuvolose proveniendo da est, mentre le correnti in quota soffiavano veloci da ovest-nord-ovest. Si sono dunque verificate le condizioni ideali per un nettissimo "wind shear", ossia una differenza di velocità e direzione del vento alle varie quote. Il core della corrente a getto era lanciato al di sopra delle Alpi e proveniva da sud-ovest con rotazione ciclonica favorendo il tiraggio di aria caldo-umida prelevata dal suolo scaldata dal sole della mattinata. Le Alpi hanno poi diretto le operazioni di filtraggio dell'aria fredda che tentava di affluire dietro alla perturbazione giunta sulle nostre regioni settentrionali in nottata e ormai allontanatasi verso il Triveneto. L'impulso freddo è riuscito a incanalarsi nel primo pomeriggio lungo i cieli della valle d'Aosta e ha sorvolato poi la pianura piemontese ricevendo probabilmente l'apporto di altre infiltrazioni provenienti dalla val d'Ossola. Il luogo di confluenza delle correnti fredde in quota è collocabile nella zona del basso lago Maggiore: la massa fredda in alta quota si è dunque trovata a sorvolare l'aria più mite e umida che giaceva sulla pianura Padana la quale ha iniziato ad infilarvisi sotto determinando l'innesco del sistema temporalesco. Lo sviluppo del sistema, trasportato velocissimo verso est-sud-est dalle correnti in altitudine, ne ha determinato il rapido e prorompente sviluppo sosspingendo le masse nuvolose fino a circa 9500 metri di quota, ove la temperatura misurava valori del'ordine di -50°C. Da qui il cocktail grandinigeno che si è riversato su Milano, probabilmente alimentato ulteriormente dall'effetto "isola di calore" cittadino. In alcuni quartieri si sono accumulati fino a 6-7 cm di grandine la cui dimensione ha raggiunto talora le dimensioni di una noce. Notevolissima anche l'attività elettrica, in particolare lungo il corridio atmosferico Busto Arsizio (Va), Milano e Lodi. Raggiunto il suo apice sulla metropoli lombarda il nostro MCS si è poi allargato a macchia d'olio invadendo in parte anche Veneto ed Emilia ma con fenomeni più limitati.

Autore : Luca Angelini

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