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Prima neve in arrivo a quote basse: sino a fine mese il modello di Reading prevede ulteriori spicchi di inverno

Prima irruzione di aria fredda invernale al via. Come proseguirà adesso novembre? Questo e molto altro nella consueta analisi serale del modello elaborato dall'Università di Reading.

Previsioni meteo - 21 Novembre 2013, ore 20.00

Ecco a voi l'ultima corsa serale del modello inglese ECMWF, fra gli strumenti principali per poter elaborare una previsione, in progressivo aggiornamento automatico dalle ore 20.00 in poi.
Dalle ore 21.00 appariranno invece via via i commenti e le analisi del nostro previsore di turno riguardo alle mappe più rilevanti e interessanti scelte fra i successivi 10 giorni di previsione. 

 

 

ANALISI della situazione attuale: un blocco di aria molto fredda partito dal mar Glaciale Artico, si sta insediando in queste ore sul Mediterraneo centrale ed entro poche ore avrà invaso gran parte dell'Italia. La struttura di bassa pressione rimarrà pressochè bloccata sia ad est, dove troviamo un campo di alta pressione ben consolidato sulla Russia centrale, ed ad ovest, dove troneggia un secondo anticiclone, questa volta centrato poco ad ovest delle Isole Britanniche. Per tale motivo sul nostro Paese insisteranno condizioni di tempo molto instabile e progressivamente anche più freddo.

 

A questo punto, anche un occhio poco esperto nel leggere ed interpretare le carte dei modelli meteorologici, può benissimo rendersi conto del vortice di bassa pressione, colmo di aria fredda, che si renderà responsabile del tempo italiano nella giornata di venerdì 22 novembre (mappa qui a fianco). Sarà ancora occasioni per nevicate lungo le Alpi e al nord-est, fino a quote basse, ma le condizioni di maltempo interesseranno principalmente il centro e il sud.

Anche in questo caso, data la miscelazione fredda della massa d'aria, ci possiamo attendere in calo del limite delle nevicate lungo la dorsale appenninica, soprattutto nel settore centrale. Non mancheranno temporali, in particolare a ridosso dei versanti tirrenici.

Il fine settimana vedrà ancora gran parte d'Italia sotto il giogo della depressione "italica", la quale tuttavia perderà un po' contatto con le alte latitudini e dunque tenderà lentamente ad indebolirsi. Sarà comunque ancora capace di generale diffusa instabilità, in particolare sabato su tutto il Paese, e domenica in parte sul nord-est e soprattutto al centro e al sud.

Ulteriore miglioramento previsto per la giornata di lunedì 25, quando il nord potrà rivedere un po' di sole. Schiarite in arrivo anche al centro, sud ancora sotto tempo instabile. Temporaneo ma poco convinto rialzo delle temperature. Osservate però la terza mappa, allegata qui a fianco: si noti quel nuovo vortice sui Balcani, che tende a lambire anche l'Italia. Qui sovviene una novità rispetto alle corse precedenti del modello inglese, qui proposto nell'ultima versione serale: il nucleo freddo, anch'esso proveniente dall'Artico con successiva deriva continentale, pare debba transitare più ad est di quanto inizialmente messo a preventivo.

Dovesse verificarsi effettivamente questa ipotesi sarebbero soprattutto le regioni adriatiche e quelle meridionali a risentire di un ulteriore piccolo spicchio di inverno, con possibilità di nevicate in montagna sino a quote medio-basse. Target dell'evento tra il 26 e il 27 novembre. Il calo delle temperature è comunque confermato su tutto il Paese.

Arriviamo così alla parte della nostra chiacchierata che tratta la prognosi tendenziale per il medio e lungo termine. Come sempre a questo punto dell'analisi sorgono diverse discrepanze tra le corse del nostro modello ma non solo: notevoli sono le differenze che emergono anche con l'antagonista numero uno del modello inglese, quello americano, il quale per la fine del mese la pensa in maniera diametralmente opposta.

Basti questo per metterci in guardia della bassa attendibilità di questa parte di previsione che, comunque, portiamo avanti esclusivamente con metodi probabilistici e che pertanto rimane la più ragionevole di tutte. Dall'ultima corsa del modello inglese dunque emerge la possibilità di un terzo affondo depressionario proiettato verso l'Italia, probabilmente non molto profondo ed incisino, comunque sufficiente per mantenere in auge sul nostro Paese condizioni di tempo spesso instabile, in un contesto ancora a sfondo praticamente invernale.

L'ultima carta proposta necessita dunque di ulteriori approfondimenti. Ne verremo a capo elaborando diversi articoli a proposito, sempre su queste pagine, Vi aspettiamo!


Autore : Luca Angelini

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