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Modello inglese: prima di fine mese un assaggio di inverno, poi nuova sterzata verso l'autunno

Dopo i nubifragi e le alluvioni arriverà il freddo? Seguiamo passo passo l'ultima corsa del modello inglese che, nei run precedenti, aveva fiutato risvolti interessanti a medio e lungo termine.

Previsioni meteo - 19 Novembre 2013, ore 20.00

Ecco a voi l'ultima corsa serale del modello inglese ECMWF, fra gli strumenti principali per poter elaborare una previsione, in progressivo aggiornamento automatico dalle ore 20.00 in poi.
Dalle ore 21.00 appariranno invece via via i commenti e le analisi del nostro previsore di turno riguardo alle mappe più rilevanti e interessanti scelte fra i successivi 10 giorni di previsione. 

 

 

ANALISI della situazione attuale: sul Mediterraneo centrale e sull'Italia troneggia un profondo vortice di bassa pressione che fa misurare al suo inverno valori minimi di tutto rispetto, circa 990hPa. Attorno a tale vortice vanno sviluppandosi a raggera diversi corpi nuvolosi che si inseguono ruotando su sè stessi in senso antiorario, insistendo quindi a ondate successive su gran parte delle nostre regioni, dove apportando condizioni di tempo spesso anche perturbato e forti venti a rotazione ciclonica. Notate però al centro della figura qui sopra l'alta pressione delle Azzorre, che inizia a svilupparsi lungo i meridiani atlantici, andando ad agevolare il distacco di un nucleo di aria artica marittima dalla sua posizione, al momento centrata sull'Islanda. Sarà il prossimo passo della nostra analisi.

 

Ed ecco il destino di quel nocciolo freddo che dai lidi islandesi andrà ad approdare nel giro di 36 ore sulle placide acque del Mare Nostrum. Ora pensate, un blocco di aria così fredda che si verrà a trovare improvvisamente sopra acque così tiepide come quelle mediterranee, quali contrasti porrà in essere. 

La sua corsa infatti finirà per confluire entro la ferita già aperta dal primo vortice generando un secondo ciclone sui nostri mari di ponente, con tanto di maltempo destinato ancora una volta  atutta l'Italia. Al momento il peggioramento più severo pare collocarsi tra la seconda parte di giovedì sino alla prima parte di venerdì.

Questo vortice, tanto sarà la sua energia complessiva che lo alimenterà, rimarrà attivo almeno sino a lunedì 25, generando sull'Italia reiterate condizioni di generale instabilità, con fenomeni che andranno man mano smorzandosi nel corso dei giorni, pur senza mai abbandonare del tutto il nostro Paese. Ci saranno ancora occasioni per eventi localmente intensi, ma la nota diminante e nuova sarà il calo del limite delle nevicate sulle nostre montagne.

A partire da giovedì 21 si imbiancheranno le Alpi sino a quote collinari o addirittura fin quasi in pianura sul Piemonte. Si imbiancheranno anche gli Appennini, soprattutto a partire da venerdì 22, a quote via via calanti. Ci saranno ulteriori occasioni per venti forti e burrasche. Insomma una sorta di film già visto in questi giorni, con gli esiti che purtroppo hanno anche generato, come sappiamo, conseguenze avvero drammatiche e che si spera non debbano ripetersi.

Ma poniamo ora l'attenzione sull'angolo in alto a destra della terza figura sopra riportata (scritta "attenzione!" in giallo): siamo al 25 novembre e si nota un nuovo impulso di aria artica, ovvero molto fredda, diretto verso l'Europa. E qui scatta il colpo di scena: smentendo in parte le simulazioni dei giorni scorsi, il modello inglese propone questo blocco di aria fredda in scivolata verso l'Europa orientale. Andrà probabilnmente a riattivare il vecchio vortice che, nel frattampo, dall'Italia si sarà spostato sulla Turchia (immagine qui a fianco contrassegnato con la lettera "1").

Nascerà quindi una sorta di cuscino barico che vedrà proporsi una breve pausa interciclonica che favorirà un certo miglioramento a partire dal nord Italia nella giornata di martedì 26, poi ecco che si ricomincia da capo: una nuova saccatura di origine polare che riproporrà per l'ennesima volta lo stesso affondo che ha generato i vortici mediterranei responsabili di questa lunga a pesante fase di maltempo a partire dal 27 novembre.

Questa è la vera novità di questa corsa serale del modello inglese, che ci proietta verso scenari meno invernali sul lungo termine, dunque per la fine del mese, a favore di un autunno ancora in grande forma e con molte altre cartucce ancora pronte da sparare.


Autore : Luca Angelini

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