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Previsioni meteo - 29 Luglio 2009, ore 14.50

L’estate è entrata nella sua maturità, con tutto ciò che comporta in termini di caldo e delle sue conseguenze più disagevoli e talvolta nefaste: dall’afa agli incendi, che stanno perseguitando tutto il periplo delle coste mediterranee dell’Europa, dalla Spagna alla Turchia. Ma l’estate è anche il periodo del tempo stabile, dei cieli sereni e degli anticicloni duraturi, piantati a tutte le quote come baluardi invalicabili. Questo andamento ci ha interessato in modo massivo, ma solo nelle ultime settimane e, sebbene le premesse per continuare su questa falsa riga ci sono tutte, i punti oscuri restano. I modelli percorrono ad oggi strade molto differenti, segno che nell’aria, pardon nell’atmosfera, qualcosa sta per cambiare. Qualunque cosa sia potrebbe essere l’incipit di uno step stagionale che ha tutta l’aria di voler segnare il prosieguo della stagione stessa. In questa sede non accenneremo alle cosiddette rotture stagionali, definibili tali a nostro avviso, solo a posteriori; bensì faremo notare come le manovre delle corrente a getto cominceranno a risentire sempre più del riscaldamento differenziale tra le due porzioni del nostro emisfero. Quella meridionale al massimo della fase calda, con gli anticicloni tropicali frementi sul trampolino del Nordafrica; quella circumpolare già in fase di raffreddamento, soprattutto nella porzione continentale, che vede sfuggirgli il sole ogni giorno di più. Le ondulazioni si faranno allora più profonde e, nella palestra europea, la gestione della depressione semipermanente a largo delle isole britanniche potrebbe diventare una faccenda piuttosto ardua. Ad oggi però, l’incognita più stimolante e determinante allo stesso tempo, è la possibile formazione di un anticiclone dinamico tra il nord della Scandinavia e il disperso Polo Nord. Una tale figura potrebbe approfittare della normale debolezza di un prematuro vortice polare, nello stesso tempo rientrare a buon diritto nel gioco degli scambi meridiani. Cosa accadrà all’Italia? Al momento sembrerebbe più interessata da una fase di alta pressione a ponte tra quella scandinava e quella nordafricana, almeno nella prima parte del periodo. L’imponente castello anticiclonico potrebbe successivamente collassare, più o meno alla fine della prima decade di agosto, lasciando il Mediterraneo in balia di impulsi perturbati più decisi ed energici, capaci di dispensare la prima vera frescura temporalesca a quasi tutta la penisola. Ci sentiamo di dare una probabilità del 60%. Una probabilità del 30% potrebbe invece essere assegnata alla formazione di un atipico, per la stagione, ponte di Wejkoff, così come lo vede ad oggi il modello nordamericano. Ciò si tradurrebbe in tempo stabile e soleggiato, con caldo moderato al centro-nord e sulle Alpi. Al sud e in Appennino potrebbe farsi largo un flusso fresco e moderatamente perturbato dai Balcani, con conseguente instabilità pomeridiana ed un po’ di agognato refrigerio. Francamente visto l’ultimo periodo, per ovvi motivi di compensazione, la seconda soluzione sarebbe da preferire; ma il tempo si sa fa quello che vuole e nelle sfere magiche dei modelli, certi momenti della stagione appaiono molto nebulosi. Tenetevi aggiornati con le nostre rubriche, perché la situazione è comunque più dinamica di quanto si possa immaginare.

Autore : Giuseppe Tito

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