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CLAMOROSO: forse salta anche il break primaverile di metà mese, piogge fino alla terza decade?

Lo si evince dalle ultimissime elaborazioni della sera, a conferma comunque di quanto già emerso dalle analisi immediatamente precedenti. L'ipotesi di una parentesi mite e poco piovosa sembra resistere solo per l'estremo sud. Possibile calo delle temperature nella terza decade di febbraio ma ancora con rischio di ulteriori precipitazioni a incombere sul nostro Paese.

Previsioni meteo - 5 Febbraio 2014, ore 20.00

ANALISI della situazione attuale: il flusso perturbato principale scorre a basse latitudini e, all'altezza della regione Iberica, si inserisce entro una vasta ruota depressionaria centrata sull'Atlantico. L'onda è instabilizzata da diversi assi di saccatura che si snodano fin sul continente europeo, interessandolo con una sequenza quasi ininterrotta di perturbazioni. L'alta pressione russa, ancora visibile sui suoi territori di origine, tende a far muro, bloccando l'evoluzione verso levante delle correnti perturbate, le quali avranno così modo di instistere ancora per diversi giorni anche sul Mediterraneo e l'Italia. 

 

L'evento della giornata si era notato anche nelle carte probabilistiche emesse dal modello americano nel corso della mattinata (di mercoledì 5). Un'altra alta pressione cancellata di sana pianta. Le ultime simulazioni della sera si portano dietro questa novità di assoluto interesse per l'evoluzione a lungo termine, che vedrebbe una incredibile ulteriore negazione dell'alta pressione in favore di un flusso atlantico quasi "assatanato", anche oltre la metà di febbraio.

Facciamo dunque un breve excursus sulle dinamiche più probabili da qui sin quasi alla terza decade del mese.

Fino al 13 febbraio si conferma la processione delle perturbazioni atlantiche, inserite entro un flusso portante decisamente basso in latitudine, che finisce poi per frenare a ridosso della cupola anticiclonica che oppone resistenza sull'estremo est europeo e sulla Russia. Tutto rimane dunque quasi stazionario, con la grande ruota depressionaria atlantica ancora protagonista della scena e il freddo invernale lontano diverse migliaia di chilometri, nel cuore del continente e senza possibilità di progressi verso di noi.

Avevamo anche ipotizzato una breve tregua di relativa alta pressione, caratterizzata da temperature decisamente miti tra il 13 e il 18 febbraio; l'avevamo battezzata tregua "quasi primaverile". Ebbene anche l'ultima corsa della sera del modello americano segue la sparata del mattino e nega anche questa tregua per gran parte dell'Italia. Secondo le ultimissime simulazioni infatti, il tutto si ridurrebbe ad una sola giornata di tempo discreto (quella di venerdì 14) e di una successiva ripresa dei fenomeni già a partire dal 15-16 febbraio, in particolare al nord e al centro.

Lo possiamo notare dall'ultima mappa in basso, una mappa che vi proponiamo in esclusiva e che a prima vista sembra alquanto complessa. In realtà mostra l'andamento probabilistico del campo di pressione su alcuni importanti piani isobarici (a quote diverse) e quindi il disegno sinottico più probabile a lungo termine. Il "caos" dovuto alla dispersione delle varie linee di riferimento (dette "spaghetti") testimonia la lunga gittata di questa carta, che si riferisce infatti al giorno 16 febbraio.

Ebbene, se risulta troppo complesso interpretare questa mappa vi diciamo noi cosa ci suggerisce. Un flusso perturbato ancora molto basso di latitudine, un'onda depressionaria di tipo planetario ancora ben consolidata sull'Atlantico e diversi centri di bassa pressione in possibile sviluppo in seno a quest'onda sui cieli europei, Italia compresa. Ciò starebbe a significare che si viaggerà spediti verso al terza decade di febbraio al ritmo scandito dalle perturbazioni alantiche, altra pioggia, altra neve sulle Alpi, aria non fredda e sole da dare ormai per disperso. 

Nei prossimi aggiornamenti terremo nella dovuta considerazione questa nuova linea di tendenza, senza dare ora nulla per scontato. Continuate a seguirci!


Autore : Luca Angelini

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