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Un week-end a SAURIS(UD)

Una gemma tra i monti della Carnia.

Natura e meteo - 30 Maggio 2002, ore 08.53

Sauris è un paese della Carnia che sicuramente merita almeno un week-end, da godere nel periodo che va da mezza primavera a metà autunno. Chi è più fortunato e può disporre di un periodo superiore, non si pentirà di passare una vacanza nella stagione più calda. A dire il vero, qui, circondati da una natura a tratti selvaggia, in cui lo sguardo può vagare anche tra dolci ondulati declivi dominati da vette e pareti ricoperte da grandi foreste, per poi specchiarsi nell’azzurro lago, ognuno di noi può trovare l’ambiente che più gradisce durante tutto l’arco dell’anno. Tra escursioni, vita contemplativa, corsi di cucina, degustazioni di salumi, formaggi e prodotti locali; mostre di artigianato, natura, cultura, musica e danze antiche, si può affermare che quassù si è quasi sempre in festa. Non che qui non si lavori anzi, le attività sono variegate, e molte occupano ancora molte ore di lavoro quotidiano, forse più che altrove, per offrire poi ai turisti la disponibilità e il frutto di questo impegno. Sauris è composta dalle frazioni di Sauris di Sotto e Sauris di Sopra, ad una altitudine di 1362 m.. Si raggiunge prima attraverso la A4 e poi la A23 con uscita a Carnia per prendere poi in direzione Tolmezzo-Ampezzo, seguendo la statale N°52 che segue il corso molto ampio del fiume Tagliamento. Da qui altri circa 10 Km. di strada che costeggia il torrente Lumiei, che dà il nome all’omonima valle, ci portano al Lago di Sauris. Altri 7 Km. ci portano poi a Sauris di Sotto prima, e a Sauris di Sopra poi. La valle del Lumiei è caratterizzata da ripidi versanti. In corrispondenza con il torrente Novarza, le acque si inabissano in una forra, profonda circa 130 m., detta Sac di Coronis. Il luogo è tra i più interessanti e suggestivi della Carnia. Il fondovalle si è così creato per l’erosione delle acque formate dai due torrenti ed è interessante sia dal punto di vista paesaggistico che storico. In uno dei punti più stretti della forra è ancora visibile un ponticello in legno che permetteva, fino agli anni trenta, il passaggio agli abitanti della valle per poi raggiungere Ampezzo. Un ponticello metallico oggi consente di attraversare la forra e, il sentiero di accesso a questo ponte in legno, inizia circa 400 metri prima del ponte sul Lumiei. Durante la prima metà del 1200 si instaurò nel territorio di Sauris una colonia tedesca. Ancor oggi, in questa enclave, il dialetto parlato è notevolmente influenzato da questo idioma. Le architetture saurane sono anch’esse influenzate dagli stili della Carinzia e dell’Alto Adige. Sono più numerose infatti le costruzioni in pietra e legno, che le case completamente in muratura di origine più italica. Si trovano numerosi stavoli realizzati in pietra al piano terra e in legno nella parti superiori e, in certe abitazioni, il fienile che occupa lo spazio superiore è realizzato secondo la tecnica costruttiva tedesca dei tronchi sovrapposti ad incastro, negli angoli della costruzione. La copertura è in scandole.(sottili tavolette di legno) Una di queste costruzioni ospita il Centro locale di Etnografia. A Sauris di Sotto, particolare interesse sia artistico che storico, riveste la Chiesa di Sant’Osvaldo edificata in origine intorno al XIV secolo e ristrutturata in epoche successive. L’ultimo intervento di un certo rilievo sembra debba essere ascritto al XVIII secolo. L’importante Santuario, posto in posizione leggermente più elevata, domina su tutta la valle e sul lago di Sauris. E’ ancora oggi meta di pellegrinaggi e deve la sua fama alla reliquia di San Osvaldo a cui, secondo la leggenda, si deve il miracolo che intorno al 1348 salvo l’abitato dalla peste. L’interno della chiesa conserva numerosi altari lignei dovuti dagli intagliatori Eugenio Manzani e da Nicolò da Brunico, quest’ultimo nel 1524. A Sauris di Sopra, la Chiesa di S. Lorenzo, con il caratteristico campanile e l’alta cuspide ricoperta di scandole, risale alla metà del Cinquecento. All’interno possiamo ammirare un ricco altare secentesco in marmo con statue in legno intagliato , purtroppo oggetto di reiterati furti, e un altro altare ligneo a sportelli dell’artista altoatesino Michele Parht datato 1551 . Sopra la porta maggiore troviamo l’organo risalente agli inizi dell’Ottocento opera di ignoto, di scuola comunque lombarda. Sauris offre diversi itinerari turistici e percorsi escursionistici - Ci permettiamo solo di segnalare il sentiero CAI 204 percorribile in circa due ore, sentiero che porta ai piccoli laghetti alpini di Festons e Malìns , oggi in parte coperti dalla vegetazione palustre e completamente privi di fauna acquatica . Intorno a questi laghi si alternano pascoli e vaste distese di rododendro e di mirtillo nella varietà sia rossa che nera. I rilievi sono ricoperti da fitti cespugli di ontano La passeggiata offre mutevoli e numerosi scorci panoramici che abbracciano le Dolomiti Pesarine. L’altro sentiero, segnavia CAI 209 percorribile in circa 3 ore diparte da Sauris di Sopra con la strada forestale fino al torrente Lumiei. Il sentiero porta al lago Mediana , celato da fitte foreste, la cui superficie raggiunge a fatica i 2400 mq. Il lago è circondato da un fitto bosco di abeti . Qui l’aria è sempre frizzante e secca , il clima e di tipo alpino. Frequenti sono i temporali estivi, di breve durata, che lasciano spazio a giornate limpide. Difficilmente nella stagione estiva si possono trovare periodi prolungati di maltempo. La parte gastonomica vede in primo piano i prosciutti, gli spek, salsicce, cotechini, bresaole, pancetta stesa e prosciutti affumicati e stagionati. In due week-end di luglio si svolge la famosa Festa del prosciutto. La cucina fa apprezzare alla vista, al palato e poi al resto, sia piatti rustici paesani che piatti raffinati, frutto della tradizione saurana. Potremo gustare la zuppa a base di farina di mais e latte con ricotta affumicata grattugiata, il piatto con polenta a base di carne di maiale e salsicce cotte nel latte, o le "vle" frittelle aromatizzate con menta . A Sauris di Sopra può anche destare interesse una piccola fabbrica di birra che produce la Zahre Beer, una buona birra integrale. La grappa locale aromatizzata con i germogli dei mughi locali chiude quasi sempre le abbondanti libagioni . A cavallo tra i mesi di maggio e giugno si svolgono inoltre i corsi di cucina carnica che mette a nudo i segreti di diverse cucine come quelle slava, tedesca e italiana. I lavori di intaglio fanno bella mostra nella botteghe artigianali e in alcuni periodi dell’anno gli intagliatori locali insegnano ai villeggianti i rudimenti del mestiere e mettono a disposizione di tutti la loro esperienza artistica in una cornice magica, fatta di aria limpida, verdi distese, finestre e ballatoi ricoperti di fiori. Ottima e ben rappresentata la recettività alberghiera, con sistemazioni accoglienti . Possibilità di miniappartamenti - Informazioni. A.P.T. della Carnia 0433.86076 - Società Cooperativa Servizi Sauris 0433.86000

Autore : Luciano Grosso

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