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Risveglio vegetativo precoce? Allergici, attenti!

Fa già abbastanza caldo e la natura potrebbe svegliarsi precocemente dal torpore invernale. Notizia non buona per gli allergici.

Natura e meteo - 10 Marzo 2017, ore 07.44

Tosse, starnuti, bruciore agli occhi, naso chiuso e nei casi più gravi anche asma. Non stiamo parlando degli effetti di una nube tossica che si è improvvisamente sprigionata da qualche stabilimento chimico, ma degli effetti che possono produrre i pollini nei soggetti allergici.

Per un certo numero di persone, il calvario” comincia all'inizio della primavera con le prime fioriture e si conclude in genere alla metà del mese di giugno, quando queste sono ormai ultimate.

Secondo uno studio condotto da alcuni ricercatori, emerge un aumento dei soggetti allergici negli ultimi anni. In un primo tempo si riteneva che ciò fosse dovuto ad un aumento delle sostanze inquinanti che periodicamente vengono emesse nell'atmosfera: si pensava, insomma, che l'inquinamento dell'aria avesse un effetto peggiorativo nei confronti di queste persone.

Analizzando meglio il problema, si è scoperto che la causa probabilmente è un'altra e risiede nelle nostre abitudini di vita. I nostri genitori e i nostri nonni, un tempo, erano abituati a vivere in condizioni di minore comfort; in inverno, per esempio, si viveva in ambienti poco riscaldati e venivano a mancare tutte le comodità presenti oggi. In questo modo l'organismo aveva la possibilità di adattarsi a vivere in condizioni anche relativamente precarie, temprandosi maggiormente.

La presenza di allergie nei tempi passati era quindi minore, in quanto i nostri antenati possiedevano un organismo già temprato per affrontare il freddo in inverno e la mancanza dei comfort. Attualmente, invece, tutto è perfetto: le case sono più pulite, riscaldate e i comfort sono al massimo. Ne deriva una minore tempranza del nostro fisico nei confronti degli agenti esterni, come appunto i pollini. La loro presenza nell'aria, quindi, è già di disturbo per noi e il nostro fisico subito ne risente.

Può sembrare un paradosso parlare di allergie e pollini all'inizio di marzo, ma questo pazzo clima italico non ci lascia scelta. Purtroppo, questo "caldo" fuori stagione che interessa alcune regioni rischia di far partire le prime fioriture con netto anticipo sulla tabella di marcia, anzi, qualcuna è già partita. Del resto quando l'atmosfera ti regala temperature ( in alcuni casi) sopra i 20°, è abbastanza normale che i cicli vegetativi delle piante vengano alterati. Gli allergici, di conseguenza, non devono meravigliarsi più di tanto se già adesso sono alle prese con tosse e starnuti.


Autore : Paolo Bonino

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