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Pila, la montagna che incanta

Parte oggi una rubrica d'approfondimento che ci porterà alla scoperta delle principali località turistiche montane del nostro Belpaese. Si comincia dalla Valle d'Aosta con Pila, una località dove natura, sport, meditazione, storia ed enogastronomia si fondono a creare un unicum di raro, se non unico, valore.

Natura e meteo - 29 Ottobre 2003, ore 14.16

Risalendo la Valle d’Aosta, proprio alle porte del capoluogo della regione, in località Pont Suaz, si dirama una strada che, attraversato il caratteristico borgo di Charvensod, zigzaga tra splendidi boschi, fino ad arrivare sui 1814 metri del piazzale di Pila. Pila era un tempo un villaggio che raccoglieva le famiglie di pastori e contadini che possedevano alpeggi nella conca circostante. Con l’avvento del turismo, negli Anni Sessanta, la località, invidiata per la sua felice esposizione e per la sua individiabile geografia, fu indicata come mèta prediletta per la costruzione di alberghi, strutture sportive e soprattutto impianti sciistici. La vicinanza al capoluogo Aosta (18 km, oggi collegata anche con una moderna telecabina), l’ambiente vario e tranquillo degli alpeggi delle alte quote, la presenza di un territorio dolce e prestante allo sci e al trekking più autentico, sono stati gli ingredienti principali di un successo turistico che pone oggi Pila al vertice del turismo valdostano, alla pari con località del calibro di Courmayeur, Cervinia, Cogne, Gressoney e La Thuile, senza ovviamente tralasciare le altre. Ma il segreto più profondo di Pila è il grande spazio. Spazio che può essere vissuto sia d’inverno che d’estate, sia dalla famiglia in cerca di luoghi tranquilli dove poter passeggiare, sia dallo scialpinista più intransigente. Il punto forte di Pila è il suo panorama: davanti a sé si ritrova, come di fronte ad una imperdibile balconata, tutti i maggiori “Quattromila” delle Alpi, dal Bianco al Rosa, passando per il Gran Combin e per il Cervino; e dietro un anfiteatro di monti che, se conquistato anche a dorso di cavallo, può svelare tutti i segreti del Gran Paradiso! Pila d’estate o Pila d’inverno? Difficile scegliere, meglio sarebbe entrambe! Lo sci è organizzato grazie ad un comprensorio tra i più ammodernati, completi ed estesi dell’intera regione. Tappeti di imbarco, seggiovie esaposto, snowpark e quant’altro hanno reso davvero completa una stazione sciistica salita alla ribalta del turismo internazionale. Il trekking vive poi di infinite soluzioni, grazie anche ad una rete di sentieri che in poche ore permette di raggiungere cime di tutto rispetto, come per esempio la Cima Valletta (m. 3090), la Becca di Nona (m. 3142) e, su tutti, il Mont Emilius (m. 3559). Il neonato Rifugio di Arbolle, inaugurato nel luglio 1998 sullo splendido lago omonimo, a 2500 metri di altitudine, è un chiaro esempio del grande successo dell’escursionismo nella conca di Pila. Successo che passa anche per gli indubbi meriti del Bivacco Federigo, a quasi 3000 metri di quota, proprio sotto la piramide della Becca di Nona. Ma Pila è anche mountain-bike, equitazione e, non ultima, enogastronomia. Il piccolo paese di Gressan, entro il cui territorio comunale sorge per l’appunto Pila, è in questo senso un tipico esempio di vini DOC, quali per esempio di Petit Rouge, il Vien de Nus e il Muller Turgau. Per non dimenticare gli ottimi formaggi DOP, quali toma e fontina. Da qualche anno a questa parte, inoltre, negli alpeggi intorno Pila (così come pure in tutta la Valle) viene organizzata con grande successo l’iniziativa “Alpages Ouverts”. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della tradizione e del buon gusto. In questa occasione, infatti, gli alpeggi vengono aperti al pubblico, e così tutti – turisti, appassionati e semplici curiosi – possono toccare con mano l’universo nascosto che ruota attorno alla dura vita di montagna. Condividere una giornata di alpeggio con chi ne fa uno stile di vita da più generazioni, significa capire il reale valore di un’attività che riesce a trasformare le risorse naturali in un prodotto di raffinata qualità e comprovata genuinità. La presenza degli animali, sapientemente condotti sui pascoli, permette la conservazione del caratteristico ambiente di montagna, ad oggi quasi scomparso. Ma Pila non è solo natura: basti pensare al borgo medievale di Gressan, per la verità abitato già in epoca romana (!), ancora oggi dominato dalla Tour de Saint Anselme e dalla Chiesa di Sainte Marie-Magdeleine. A pochi passi da Pila, impossibile poi non far visita all’Eremo di San Grato, situato su un terrazzo erboso in mezzo a splendidi boschi di larici ed abeti rossi, in un paradiso di vita e di colori dove il Santo amava ritirarsi in meditazione. Insomma, ce n’è davvero per tutti e per tutti i gusti. Basta solo... iniziare!

Autore : Emanuele Latini

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