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Mari sempre più caldi: lo Squalo martello arriva nel nord Europa!

Natura e meteo - 24 Luglio 2019, ore 17.54

Corpo massiccio ma flessuoso della lunghezza di circa 3 metri, testa dotata di due grosse protuberanze fornite di occhi. Ma soprattutto aspetto decisamente poco rassicurante.

I ricercatori del governo di Dublino che lo hanno avvistato nel mar Celtico, uno specchio d’acqua tra Irlanda e Inghilterra, all’inizio sembravano increduli ma poi, superato lo schock, non hanno avuto più dubbi. Si trovavano di fronte un classico esemplare di squalo martello.

L’incontro, decisamente insolito, è avvenuto a metà luglio e immediatamente segnalato alle autorità competenti. Ma cosa ci faceva un predatore abituato a nuotare in zone tropicali in acque decisamente più fredde come quelle dell’atlantico?

La risposta è piuttosto sconfortante. Secondo gli esperti del National Oceanography Center di Southampton l’esemplare di Sphyrna zygaena – questo il nome scientifico dello squalo martello – si trovava li proprio perchè l’atlantico non è più cosi fresco.

Secondo il prestigioso centro di ricerca inglese, le acque dove è stato avvistato lo squalo da tempo registrano un innalzamento preoccupante della temperatura, richiamando specie marine decisamente inusuali per l’area. Qualcuno ha cercato di dare un’interpretazione alternativa per spiegare l’accaduto, come chi ha sostenuto l’ipotesi che semplicemente lo squalo si fosse “smarrito”. Ma la verità è certamente un’altra.

Come ha spiegato il direttore di un altro importante centro di studi britannico, il Marine Institute di Galway, incontri decisamente inusuali ed esotici stanno diventando sempre più frequenti nell’area. Solo lo scorso anno in acque irlandesi è stata registrata la presenza di uno squalo nutrice - Ginglymostoma cirratum – di due metri di lunghezza.

Un grosso pesce che solitamente passa la propria vita sui fondali che costeggiano africa centro occidentale e america latina. Lo scorso mese invece dei pescatori si erano imbattuti lungo le coste del Devon in diversi esemplari di squalo bianco, il famoso Carcharodon carcharias, protagonista della serie di film cult di Steven Spielberg e feroce predatore ben noto per i numerosi attacchi ai bagnanti lungo i litorali australiani.

Che i nostri mari non se la passassero bene è risaputo. Il 2018 era stato l’anno più caldo per gli oceani e rispetto all’anno precedente si era avuto un incremento di calore (o anomalia termica) circa 100 milioni di volte superiore a quello prodotto dalla bomba atomica sulla città di Hiroshima. Un’energia che espressa in joule è 388 volte superiore a quella dell’intera produzione annuale di elettricità in Cina.
 
A peggiorare il quadro la consapevolezza che dopo il 2018, gli anni che hanno registrato il massimo accumulo di calore oceanico sono stati, nell'ordine, 2017, 2015, 2016 e 2014.
I nostri mari quindi stanno diventando bollenti molto velocemente proprio nell’ultima decade. Gli esperti spiegano che se ne si interverrà tempestivamente fra il 2081 e il 2100 l’aumento della temperature oceaniche sarà di ben 0.78 gradi. E come conseguenza il livello delle acque si alzerà addirittura di 30 cm.

Autore : Dott. ALESSANDRO ASPESI

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