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Itinerari naturalistici: l'universo del Monte Amiata

Oggi una proposta per il Centro: il tour del Monte Amiata. I borghi medievali, i castegneti, le faggete, i panorami ed il parco faunistico...

Natura e meteo - 15 Aprile 2003, ore 12.20

Esiste un angolo di Toscana, non lontano dal confine con il Lazio e con l'Umbria, incastrato tra le valli dell'Orcia, del Paglia e del Fiora, che spinge i propri rilievi boscosi quasi a voler toccare il cielo. E' il Monte Amiata, grande vulcano spento di epoca quaternaria, caratteristico per le sue pendici ricoperte di fitti castagneti e faggete. Copiose sorgenti, alle sue falde, alimentano gli acquedotti di Grosseto e di Siena, mentre lungo le sue pendici numerosi centri di villeggiatura e di sport invernali costiuiscono un interessantissimo richiamo per turisti e visitatori provenienti da ogni angolo d'Italia. Un'ottima rete stradale consente l'accesso fin quasi alla sommità, raggiungibile per comodi sentieri adatti a tutti. PRIMO GIORNO: IL TOUR DEL MONTE AMIATA E' un tour (da compiere in auto) molto interessante, perché permette di conoscere la storia, la cultura e soprattutto i caratteristici paesaggi di tutti quei borghi che sono sorti sulle pendici del vulcano nel corso dei secoli. Aggiungeteci poi la poesia dei panorami tra i più belli d'Italia ed il più è praticamente fatto! La prima tappa è ABBADIA SAN SALVATORE (812 m. slm), un bellissimo borgo adagiato tra verdi castagneti sul versante orientale del Monte Amiata. Qui rimane d'obbligo la visita dei resti dell'antica abbazia di San Salvatore, la più ricca dell'intera Toscana (appartenuta prima ai Benedettini e poi ai Cistercensi): ad oggi ci rimane la chiesa, datata 1036, rimaneggiata nel corso dei secoli e recentemente ristrutturata. Sempre ad Abbadia un occhio di riguardo lo merita sicuramente il borgo medioevale, perfettamente conservato, tra i più belli della zona. Da Abbadia si scende a PIAN CASTAGNAIO (722 m. slm), in posizione dominante sulla valle del Paglia. Visibili, nel paese, i resti dell'antica rocca medioevale, caratterizzata da evidenti contrafforti. Quindi, il manieristico Palazzo Bourbon del Monte, in posizione panoramica. Procedendo lungo il versante meridionale del Monte Amiata, si arriva a SANTA FIORA (687 m. slm), pittoresco borgo adagiato anch'esso tra fitti boschi sulle pendici del vulcano. Da visitare l'antica Pieve e la Peschiera, da cui sgorgano le copiose acque del Fiume Fiora. Passando per la frazione di Bagnore (estrazione del mercurio), si arriva quindi ad ARCIDOSSO, centro principale dell'area, nonché sede del Parco Faunistico. A 679 metri di altitudine, Arcidosso è situato sulla sella che separa il cono vulcanico dell'Amiata dal Monte Labbro. Il borgo antico, di grande fascino per via delle vie scoscese e tortuose che si dipanano tra serrate costruzioni, è raccolto attorno alla Rocca degli Aldobrandeschi, complesso medievale oggi in parte diroccato ed adibito a manifestazioni culturali. A 3 km dal paese, oltre la chiesa rinascimentale della Madonna Incoronata, da non perdere è la romanica Pieve di Lamulas. Infine, si arriva a CASTEL DEL PIANO (632 m. slm), adagiato su di un verde pianoro in bella posizione panoramica sul versante occidentale dell'Amiata. SECONDO GIORNO: IN VETTA ALL'AMIATA Salendo da Castel del Piano, in 9 km si arriva al PRATO DELLE MACINAIE (1385 m. slm), località molto frequentata per gli sport invernali, grazie anche alla presenza di impianti di risalita e di strutture alberghiere. Da qui in pochi chilometri si arriva al Prato della Contessa (1410 m. slm) e al RIFUGIO CANTORE (1420 m. slm), da dove si può salire fin sul PIANELLO (quota 1669 m.), dove sono strutture alberghiere d'ogni tipo, nonché impianti di risalita e comodi sentieri per un trekking molto rilassante. Dal Pianello alla vetta dell'Amiata è una questione di pochi passi: una comoda mulattiera conduce fin sulla sommità del vulcano (1738 metri), individuata da una grande croce in ferro con accanto la Madonnina degli Scouts. Da qui si può godere di un panorama veramente eccezionale: nei giorni più limpidi, la vista può spaziare dal cuore degli Appnnini fin verso il Mar Tirreno, abbracciando in un sol colpo d'occhio un'enorme varietà di spazi e di paesaggi. TERZO GIORNO: IL SENTIERO NATURA DEL PARCO FAUNISTICO Il Sentiero Natura si sviluppa all'interno del Parco Faunistico del Monte Amiata, non lontano dal centro di Arcidosso. L'intero percorso segue una forra ricca di acqua, dove vivono centinaia di specie animali e vegetali, alcune delle quali molto rare, od addirittura in via di estinzione. Dalla località Podere dei Nobili (dove si trova la Sede del Parco, m. 967 slm) si prende l'evidente sentiero che scende ripidamente nella valle del Torrente Onazio, fino ad attraversarlo (m. 849). Il tracciato segue il corso d'acqua in un ambiente di bosco misto, finché non giunge presso la località La Forra, dove si guada il torrente in prossimità di una piccola cascata. Poco più avanti si costeggia un'area denominata l'Altana dei Lupi: i più fortunati potranno osservare e fotografare l'animale-simbolo dell'Appennino, che qui trova rifugio sicuro. Ma non è l'unico animale classificato come "raro" da poter essere avvistato; basta infatti un po' di fortuna per individuare uccelli come la poiana, il biancone e l'albanella. Ma le sorprese non mancano nemmeno tra i vegetali: carpino bianco e nero, acero campestre, acero di monte, pino nero, cipresso dell'Arizona, larice e cedro sono solo alcune delle specie che si incontrano su questo percorso. Tornati su al Podere dei Nobili, si incontrano daini, cervi e mufloni, a chiusura di un'esperienza sicuramente unica e per la quale non è richiesta alcuna particolare abilità "pedestre": il sentiero è adatto a tutti, il dislivello è minimo e in due ore e mezza si riesce a coprire l'intero itinerario.

Autore : Emanuele Latini

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