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Il caldo: le reazioni del nostro fisico e degli ecosistemi naturali

Non siamo i soli a sentire caldo quest’anno. Anche gli animali sono costretti a modificare le loro abitudini di vita.

Natura e meteo - 6 Agosto 2003, ore 15.28

Giornate roventi, sotto un sole implacabile. Temperature che schizzano a 38°-40° quasi ogni giorno. Di notte, invece, è il tasso di umidità a tenere banco, con le nostre città trasformate in immensi sudari. C’è chi si difende comprando il condizionatore, che sembra diventato l’unico rimedio per sopportare questa estate che assomiglia sempre di più ad un incubo senza fine. Sugli autobus, per la strada, nei negozi aleggia un’unica domanda: quando finirà questo supplizio? Di notte si dorme male e i nostri ritmi sonno-veglia risultano fortemente alterati. Questo provoca in noi maggiore irritabilità, sonnolenza nelle ore diurne e svogliatezza. Anche chi si trova in ferie rimane spiazzato davanti a queste temperature: difficile muoversi senza patire le pene dell’inferno, in qualunque posto ci si trovi. Per radio e per televisione i consigli per sopportare meglio questa situazione si sprecano, ma il nostro fisico risulta davvero provato, stante la calura che nel corso degli ultimi due mesi ha concesso ben poche tregue. Se quest’estate risulta durissima per noi, lo è ancora di più per tutte le specie animali, che devono addirittura modificare le loro abitudini di vita per potere tirare avanti. Addirittura si sono riscontrate delle anomalie nei periodi riproduttivi degli uccelli, che quest’anno hanno anticipato le loro covate di quasi un mese. Anche gli insetti, che tormentano da sempre le nostre estati, hanno risentito non poco di questa situazione, alterando i loro cicli riproduttivi con tutte le conseguenze del caso. Per non parlare degli animali che solitamente frequentano i nostri boschi, come cinghiali e caprioli. La mancanza d’acqua determina la loro “migrazione” verso i fondovalle, dove i fiumi garantiscono ancora un po’ di refrigerio. Mai come quest’anno tali animali si sono avvicinati alle abitazioni, alla ricerca anche di un po’ di cibo. Quando vediamo un fiume in secca pensiamo, infine, al calvario patito dai pesci e da tutti gli animali che usufruivano di quell’acqua per vivere…

Autore : Paolo Bonino

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