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Gli incendi in Liguria: non solo una piaga estiva!

Le condizioni di bassa umidità e il vento forte sono spesso fedeli alleati dei piromani, che ogni anno distruggono moltissimi ettari di boschi anche nel periodo invernale.

Natura e meteo - 18 Febbraio 2003, ore 09.29

Se a scala nazionale l’emergenza incendi riguarda soprattutto il periodo estivo, quando il sole particolarmente forte e la calura seccano il terreno, la Liguria conosce un altro frangente dell’anno in cui questa emergenza può scattare e divenire preoccupante: si tratta del periodo invernale. In questo periodo, governato soventemente da forti correnti settentrionali che scaturiscono da alte pressioni di blocco sul Continente, la pioggia può latitare per parecchi giorni, determinando una notevole secchezza del terreno. A peggiorare le cose, poi, c’è anche il vento forte, che spira quasi costantemente per giorni e giorni e che si rivela un fedele alleato di piromani senza scrupoli. Naturalmente il danno che un bosco subisce al passaggio del fuoco è notevole, basti pensare che in un incendio le temperature al suo interno possono arrivare a valori altissimi. Il danno maggiore che si riscontra, oltre chiaramente a quello estetico, riguarda la distruzione quasi totale della microfauna del terreno, ovvero quell’insieme di microrganismi che rendono il terreno fertile e lo differenziano dalla roccia madre sottostante. Venendo meno questa sorta di “concime naturale” i pendii montuosi tendono ad impoverirsi e le piante attecchiscono sul terreno sempre con maggiore fatica, aumentando anche il rischio di dissesto idrogeologico in caso di forti piogge. Inoltre il passaggio reiterato del fuoco, anche due volte all’anno sugli stessi luoghi, contribuisce ad un impoverimento quasi totale della parte superficiale del terreno interessata, non deponendo a favore neppure di rimboschimenti forzati. Solo le piante più tenaci, come rovi, vitalbe e infestanti di vario genere riescono a trarre vantaggio dal passaggio del fuoco, in quanto i competitori più deboli vengono eliminati. Questo vuol dire che più un terreno è soggetto al passaggio di incendi, più sarà colonizzato da piante in grado di resistere maggiormente al calore, a scapito della normale flora che dovrebbe invece colonizzare quel luogo. Il risultato sarà la trasformazione del bosco in un’autentica giungla, con rovi, spine e piante in grado di resistere al passaggio del fuoco, ma per nulla belle sotto il profilo estetico. In conclusione, possiamo dire che il fuoco determina un danno duplice nel terreno su cui passa: il primo è un suo impoverimento da parte dei nutrienti, con perdita notevole di fertilità; il secondo è lo sviluppo di piante infestanti molto brutte a vedersi, con rovi e spine, tutto questo a scapito della normale flora che dovrebbe colonizzare quel luogo.

Autore : Paolo Bonino

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