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Fa caldo: per le piante è un bene o un male?

La mitezza delle temperature di questi ultimi giorni ha dato luogo a fioriture assolutamente fuori stagione. Quali conseguenze potrebbero esserci adesso?

Natura e meteo - 2 Gennaio 2003, ore 16.24

Mimose fiorite nel Lazio e su molte aree costiere; prati verdi sull’Appennino ligure e addirittura mandorli già in fiore. Siamo ai primi giorni di gennaio, un periodo statisticamente molto freddo per la nostra Penisola, con le temperature che dovrebbero scendere anche abbondantemente sotto lo zero con la neve a fare da cornice sui nostri monti, anche quelli non troppo alti. Invece eccoci qua, a commentare una specie di primavera anticipata, o meglio un lungo autunno che non ci ha mai lasciato. La neve è presente solo in alta quota sulle Alpi e sulle zone pianeggianti le temperature non vanno al di sotto dello zero nemmeno con il cielo sereno. Colpa delle miti correnti atlantiche, che da diverso tempo governano il clima della nostra Penisola e non solo. Gli alberi e i fiori che noi usualmente osserviamo sono governati dal cosiddetto “fotoperiodo”, ovvero la quantità di luce che è messa a disposizione dal sole nell’arco della giornata. Se questa si riduce ad un numero limitato di ore, come nella stagione invernale, ciò influisce sulla caduta delle foglie e la pianta si ritrova completamente spoglia. Se a condizioni di minore luminosità si affianca un deciso calo della temperatura, allora il “torpore” della pianta è completo e il suo risveglio avverrà in primavera con il ritorno di temperature più miti e maggiore presenza del sole. Se invece ad un limitato numero di ore di luce non si associa un calo termico, ma la temperatura rimane su valori superiori alla media del periodo, il “ sonno “ della pianta può essere notevolmente disturbato da questo fattore esterno, con conseguenti anomalie nello sbocciamento dei fiori e nell’apertura delle gemme. Inoltre le temperature troppo elevate e l’alto tasso di umidità favoriscono il diffondersi di parassiti, ospiti indesiderati che la pianta può eliminare solo con il freddo e le basse temperature. Quali potrebbero essere, allora, le conseguenze di questo caldo anomalo sui vegetali? Sicuramente una maggiore esposizione di parti già sbocciate ad eventuali prossime ondate di gelo. Queste potrebbero non beneficiare di coperture adeguate e subire gravi danni ad opera del freddo. Anche la maggiore presenza di parassiti presenti sui rami e nelle radici potrebbe aumentare notevolmente le infestazioni durante il prossimo periodo estivo.

Autore : Paolo Bonino

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