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"Via dalla pazza folla?"

I Castelli Romani per uno sviluppo sostenibile

Natura e meteo - 19 Novembre 2003, ore 10.05

Il territorio dei Castelli Romani, alla pari di altre zone collinari collocate nell'hinterland della Capitale, ha esercitato negli ultimi decenni un fascino particolare su molti cittadini romani attratti dall'idea di sfuggire al caos della metropoli per ritirarsi in un ambiente dove natura, tranquillità e cultura garantiscono una qualità della vita superiore rispetto alle condizioni di disagio della grande città. Tanti, infatti, i romani che hanno preferito affrontare una vita da pendolari in cambio di una casa immersa nella natura o in un piccolo centro a misura d'uomo, esasperati dai ritmi e delle condizioni di vita della metropoli. Grottaferrata, Marino, Rocca di Papa, Frascati e gli altri centri dai Castelli Romani, hanno accolto generazioni di romani in cerca di una vita migliore. Tale processo ha inevitabilmente prodotto un incremento demografico tale da non essere sempre ben assorbito dalle infrastrutture presenti sul territorio, creando, paradossalmente, gli stessi disagi dai quali si cercava di fuggire. Traffico, cementificazione selvaggia, deforestazione, rifiuti, consumo di risorse idriche, rumore, inquinamento atmosferico, inadeguatezza dei servizi ai cittadini hanno finito per diventare problematiche quotidiane con cui hanno cominciato a misurarsi non soltanto i transfughi metropolitani ma anche gli stessi amministratori locali, impreparati a fronteggiare problematiche che fino a pochi anni prima non li riguardavano affatto. In questo contesto è maturata la convinzione della necessità di ripensare ad una gestione del territorio, in particolare per quanto riguarda la pianificazione degli interventi, in termini di sostenibilità, al fine di arginare gli effetti di quell'invasione pacifica e garantire allo stesso tempo alti livelli di qualità della vita. Non è un caso, quindi, che molte amministrazioni locali abbiano deciso di intraprendere, o si stanno accingendo a farlo, un percorso di gestione territoriale fondato sui tre cardini dello sviluppo sostenibile: tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, equità sociale e sviluppo economico e in grado di garantire modelli di sviluppo locale che soddisfino i bisogni delle generazioni presenti e di quelle future. Grottaferrata e il Parco Regionale dei Castelli Romani, grazie anche ad un finanziamento del Ministero dell'Ambiente di cui hanno beneficiato più di cento Amministrazioni Locali italiane, hanno avviato, per primi, un percorso volto alla definizione di obiettivi e interventi di gestione sostenibile con il coinvolgimento della comunità locale e di tutti i suoi portatori di interesse. Questo percorso, che si configura nel processo di "Agenda 21 Locale" (letteralmente: "le cose da fare nel 21° secolo"), così battezzato durante la Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992 e riaffermato nel corso del Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg del 2002, mira alla definizione di un Piano di Azione Locale condiviso e partecipato da tutta la comunità locale, che impegni l'Amministrazione che lo approva, a perseguire e realizzare azioni di gestione sostenibile del suo territorio. In particolare, proprio il Comune di Grottaferrata, ha attivato un Forum di consultazione con la comunità locale, suddiviso per aree tematiche (mobilità e pianificazione, aria acqua e biodiversità, rifiuti ed energia, eredità storico-culturale e città solidale), che ha individuato le linee strategiche sulle quali dovrebbe muoversi l'azione dell'Amministrazione Comunale nei prossimi anni attraverso l'elaborazione del Piano d'Azione Locale e col quale l'amministrazione stessa si impegna a realizzare programmi e azioni volti ad una gestione sostenibile del territorio. Questi due esempi rappresentano solo i primi, in ordine cronologico, segnali di un'attenzione sempre crescente, tanto da parte degli amministratori, quanto dei cittadini, per le problematiche legate ad una corretta gestione del territorio dei Castelli e delle risorse che questo ci offre. Sulla scia di queste esperienze pioniere, infatti, altri enti locali (Ariccia, Albano, Rocca di Papa, l'XI Comunità Montana dei M.ti Prenestini) stanno intraprendendo il loro cammino verso la sostenibilità. Il segnale è chiaro: i Castelli Romani costituiscono un patrimonio da difendere e da valorizzare. Amministratori e cittadini sono chiamati ad un impegno comune e condiviso che li porti a prendere coscienza del contesto in cui vivono, a difenderlo e a trovare delle forme di tutela e gestione che non ne pregiudichino le opportunità di sviluppo e, al contempo, non ne compromettano le risorse.

Autore : Andrea Giuliani (Calderone)

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