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"La mia Norvegia", il ritorno: 2° parte

Il sole di mezzanotte, Tromso, Trondheim e Bergen.

Natura e meteo - 17 Agosto 2011, ore 10.25

Sono passate da poco le 23.30, ma il sole non tramonta. La palla rossa è appoggiata all'orizzonte di un mare quasi sconfinato, ma non ne vuole sapere di tuffarcisi dentro.

Il ponte della nave è affollato, si aspetta il sole di mezzanotte. La serata è abbastanza fredda. Impossibile stare all'esterno senza una giacca pesante per immortalare l'evento.

Il sole di mezzanotte, in realtà, somiglia ad un lungo ed interminabile tramonto, che subito dopo diventa un'alba. Il periodo migliore per godere di questo spettacolo è la fine di giugno e l'inizio di luglio. Siamo quindi un po' troppo avanti con il calendario, ma il fenomeno è ugualmente affascinante.

Il buio quella notte non arriva mai, anzi, alle 3 del mattino il sole già splende ed illumina le tende rigorosamente chiuse della nostra cabina.

Alle 8 del mattino successivo, la nave imbocca l'insenatura che porta verso Tromso. Il Fiordo è illuminato da un tiepido sole ed alle 10 si attracca al porticciolo di questa simpatica cittadina.

La giornata è bellissima ed il cielo è orlato solo da qualche nube innocua. Anche la temperatura è decisamente alta; nel pomeriggio si toccheranno addirittura i 23°.

Tromso è adagiata sul lato destro del Fiordo, ma è collegata con la sponda sinistra da un ampio e suggestivo ponte.

Dopo la visita al museo polare, si fa un giro in centro. Anche qui, la luce del sole è benedetta. Quando fa caldo (come quel giorno) tutti escono e si riversano nelle vie della cittadina o sulle montagne circostanti a fare arrampicate o gite. L'inverno qui è lungo e...buio.

Chiazze di neve sono ben visibili già oltre i 1000 metri, mentre piu in basso sono presenti boschi di conifere e di betulle.

Alle 18 del medesimo giorno, sotto un cielo costellato da innocui cumuli, la nave salpa alla volta delle Isole Lofoten. Si spera di trovare bel tempo anche qui, ma al mattino le aspettative sono purtroppo deluse.

L'arcipelago delle Lofoten si para davanti, sotto un tappeto di nubi basse che a tratti fanno cadere una pioviggine impercettibile. Le cime delle montagne sono coperte, ma non tradiscono (anche qui) la presenza di chiazze di neve e piccoli ghiacciai.

Passando tra vallate verdissime, cascate e spiagge stile Caraibi, si arriva al paese con il nome piu corto del mondo: A! Questo paese è formato da piccole case in legno che risultano differenziate a seconda del colore. Le case rosse erano dei poveri, mentre quelle bianche erano di proprietà dei ricchi. Una volta questa differenza di colore era  molto importante, mentre oggi non ha piu un significato particolare.

Il clima è fresco, il silenzio è totale ed è rotto solo dall'urlo dei gabbiani, evidentemente disturbati dalla nostra scomoda presenza.

Verso le ore centrali del giorno, il sole riesce faticosamente a fare capolino tra le nubi, ma è solo una finta. Nel pomeriggio tutto si richiude e la nostra partenza avviene sotto un cielo plumbeo, ma senza pioggia.

Il viaggio di ritorno, inesorabilmente, continua.

Alle 10 del 3 agosto ecco davanti a noi Trondheim, terza città della Norvegia dopo Oslo e Bergen, famosa soprattutto per la sua cattedrale.

E' una città a misura d'uomo, con case fatte quasi tutte in legno, per preservare meglio i luoghi interni dall'umidità e dal freddo.

Diversi incendi in passato hanno distrutto questa città, l'ultimo dei quali nel 2001.

La cattedrale troneggia sull'abitato, mentre sulle colline a lato sono presenti molte seconde case, che gli abitanti del posto usano nel periodo estivo come luoghi di villeggiatura.

La giornata è abbastanza buona, con clima accettabile e buona ventilazione da nord-ovest.

Poco fuori città, vi sono molti impianti sciistici del famoso "Salto con gli sci". Vedere questa disciplina in televisione non rende giustizia. Dal vivo è tutta un'altra cosa!

Siamo quindi giunti all'ultima tappa del nostro viaggio. La città di Bergen, seconda città della Norvegia, dopo Oslo. Bergen, un tempo, aveva il monopolio indiscusso dello stoccafisso che proveniva dalle Isole Lofoten. Si presenta adagiata in un ampia baia, con molte case abarbicate sulle colline. Il sottoscritto, osservandola attentamente, non può non notare qualche lontana similitudine con Genova!

E' una città molto piovosa (2500mm annui di cumulata, 265 giorni di pioggia all'anno). Nevica però poco.

Quel giorno la pioggia ci ha fatto visita nel pomeriggio, una pioggia costante, divenuta poi pioviggine finissima in serata.

La città è davvero interessante, piena di viuzze interne e vicoli strettissimi, delimitate da case fatte rigorosamente in legno ( anche se qualche abitazione in muratura è comunque presente).

I tetti delle case sono fatte di maiolica, per facilitare lo sgocciolio della pioggia. Alcune hanno i tetti con le tegole, ma sono rare.

Alla nostra partenza, avvenuta attorno alle 19, la città ci saluta con un clima tipicamente "maccaioso" per dirla alla ligure: pioviggine, nubi basse, caldo umido e vento da sud-ovest.

Arrivederci Norvegia!


Autore : Paolo Bonino

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