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Venti da est: quando a Teramo NEVICA e a ROMA splende il sole, ma è sempre così?

Sfatiamo alcuni luoghi comuni.

MeteoLive school - 22 Marzo 2016, ore 15.50

Depressione sullo Jonio, tese correnti da ENE su Medio Adriatico, neve su gran parte della catena appenninica (dalla Romagna alla Sicilia), e Medio e Alto Tirreno con il sole splendente. Magari col freddo, anche pungente, ma pur sempre col sole pieno e con la giornata limpida.

Quante volte è successo? Spesso, molto spesso...

In molti si chiederanno: perché? La risposta, seppur complessa nel dettaglio, può risultare di semplice comprensione analizzando parallelamente la configurazione barica in atto e la geografia del territorio italiano. Si intuisce subito, infatti, come la disposizione orientale delle correnti che ruotano attorno ad un centro di bassa pressione localizzato idealmente sullo Jonio, sia complessivamente ortogonale all’orientamento geomorfologico della catena appeninica, che corre viceversa da nord-ovest verso sud-est.

Tutto questo determina un fenomeno di sbarramento ad opera della catena appenninica stessa che amplifica il sostanziale divario fenomenologico tra i due opposti versanti, quello adriatico (orientale) e quello tirrenico (occidentale). Accade così che mentre il primo è interessato da fenomeni piuttosto intensi, localmente esaltati dalla geografia del luogo e dallo stau da est, il secondo vive di un clima nel complesso gradevole, seppur freddo (ma questo dipende dalle temperature), assecondato da ampie schiarite e dalla sostanziale mancanza di precipitazioni.

Lo specchio di questa situazione è fornito in piccolo (microscala) dalla catena del Gran Sasso d’Italia, il più elevato e meglio strutturato gruppo montuoso dell’intero Appennino. In occasione di tese correnti nord-orientali, risulta molto probabile che sul versante teramano (orientale) si assista a tempo perturbato, con raffiche di vento, temperatura in picchiata e bufere di neve a quote non necessariamente alte.

Allo stesso tempo, nella conca aquilana (versante occidentale), del tutto riparata da quel tipo di correnti, il cielo può presentarsi al più nuvoloso, con precipitazioni deboli e sparse, vento debole o moderato, nella cornice di una variabilità piuttosto “innocua”.

Al termine dell’episodio, non è raro registrare una leggera spolverata di neve all’imbocco del tunnel autostradale nei pressi di Assergi (versante ovest), contro i 40 centimetri all’uscita del tunnel stesso sul versante opposto (est), ad un’altitudine oltretutto inferiore.

Questa analisi, del tutto sommaria e generalizzata, è supportata dalla statistica. In inverno succede spesso di vedere Teramo con la neve e Roma con il sole. Ad ogni modo, occorre anche tenere conto di situazioni particolari, di microclimi, di nuclei di bassa pressione secondari, insomma di altre potenziali configurazioni che possono complicare lo scacchiere e rendere il gioco molto meno “schematico”. E di certo molto più complesso.

Ecco che allora vanno fatte delle opportune distinzioni, nel senso che non sempre e non necessariamente tutto il litorale tirrenico rimane “al coperto” da questo tipo di correnti. Ci sono infatti delle zone più esposte, diciamo pure meno protette, che invece subiscono gli effetti di una circolazione d’aria del genere. Basti pensare per esempio al Basso Lazio e al Cilento, aree geografiche dove possono aversi precipitazioni anche intense, favorite da ampie vallate interne che fungono da “bacino di accumulo” per stau appenninico e antiappenninico (la Ciociaria, la Val Volturno e il Vallo di Diano).

Le modeste elevazioni di Irpinia e Lucania non sempre riescono poi a proteggere il litorale campano; così può succedere che a Napoli piova mentre a Pisa ci sia il sereno. Un vortice secondario sul Ligure, o un’entrata della corrente orientale tramite la Valle del Rodano (a scavalcare cioè la catena alpina “da sopra”), può inoltre significare tempo instabile su gran parte del litorale toscano.

Infine, tutte le isole, dalle Ponziane alle Eolie, passando per l’Arcipelago Campano, possono rimanere esposte in maniera penalizzante alle correnti orientali, disponendo di un largo braccio di mare tra di esse ed il litorale, spesso sufficiente a “ricaricare le pile” delle correnti stesse.

Non è impossibile, difatti, che a Ponza vada in scena un rovescio di neve mentre a Roma splenda un sole indisturbato. Fatti e misfatti delle correnti orientali.


Autore : Emanuele Latini, adattamento Alessio Grosso

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