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Quando si arriva a due passi dalla neve

Vi sveliamo un piccolo trucco per sapere se sulla vostra località al prossimo cambiamento del tempo pioverà o nevicherà e, se nevicherà, quale sarà la qualità della neve caduta.

MeteoLive school - 24 Gennaio 2013, ore 10.00

 L'insostenibile leggerezza di un... fiocco di neve. Flebili cristalli che volteggiano leggiadri nell'aria, tenui fiocchi che svolazzano come coriandoli, pesanti agglomerati bagnati che imbrattano senza attecchire e infine...oooops, banali gocce di pioggia. Tutto questo è croce e delizia sia di moltissimi appassionati meteo, che dei previsori i quali si trovano spessissimo a dover dirimere prognosi nevose di estrema delicatezza.

Ma cosa è davvero importante affinchè la neve giunga fin sulla porta di casa nostra? Per semplicità prendiamo l'esempio di precipitazioni avvettive, ovvero quelle che si producono in seno allo scorrimento di masse d'aria stabili (una semplice perturbazione non accompagnata da temporali). L'importante anzitutto è avere gli ingredienti necessari: una massa di aria fredda  di buona qualità precedentemente affluita e, naturalmente, una perturbazione in arrivo. Posta questa doverosa premessa, per il semplice appassionato occorrono ora due preziosi strumenti: la temperatura dell'aria e quella del punto di rugiada (detta anche "dew point"), ossia la temperatura alla quale la nostra massa d'aria condensa.

Ora, un metodo empirico ma approssimativamente valido ai fini di conoscere la qualità della neve che cadrà, ma soprattutto le quote che raggiungerà durante la sua caduta dalle nubi prima di diventare pioggia può essere questo:

1) Prendere nota della temperatura e della dew point al suolo.

2) Sommare i due valori e dividere il risultato per 2.

3) Ripetere il medesimo procedimento per la temperatura a 925hPa e a 850hPa; se disponibili entrambi, altrimenti almeno uno dei due.

Sono valori che troviamo di solito nei radiosondaggi ma li possiamo ricavare dai meteogrammi (vedi qui a fianco) che rivelano il profilo verticale dell'atmosfera sulla nostra località  ad una data ora della giornata. Con il calcolo di cui sopra otterremo un certo valore per ogni quota analizzata: quel valore indica di quanti gradi scenderà la temperatura nel momento in cui inizierà la precipitazione. Procedimento simile ma che arriva al medesimo risultato per altra via è il calcolo degli spessori alle diverse quote, procedimento che presuppone una buona capacità di lettura e interpretazione dei modelli fisico-matematici (figura sotto).

Un metodo un po' meno pratico ma più professionale consiste nel calcolare con una apposita formula la temperatura di bulbo bagnato ( wet bulb) . In tutti i casi avremo ottenuto in sostanza un nuovo profilo termico della colonna d'aria all'interno del boundary layer, lo strato limite dei bassi strati dove viene "decisa" la qualità finale della neve che arriverà in pianura.

Ebbene, se l'intera colonna d'aria risulterà su valori negativi fino a -0°C (massa d'aria fredda e secca, quindi di buona qualità), la neve giungerà al suolo sotto forma di cristalli. La precipitazione sarà di piccole dimensioni ma fitta, presenterà diverse intercapedini d'aria al suo interno, dunque risulterà asciutta. In caso anche il suolo fosse gelato (facile con questo tipo di situazione specie se si esce da una notte non troppo coperta da nuvolosità) la neve attecchirà facilmente e presenterà consistenza farinosa.

Se al suolo o negli strati intermedi la temperatura si avvicinerà o raggiungerà anche per brevi tratti valori leggermente positivi, anche solo tra +0 e +1°C (presenza di aria più mite e umida), i cristalli tenderanno ad aggregarsi tra loro formando i tipici fiocchi. Avremo una precipitazione a larghe falde ma i fiocchi al loro interno conterranno già i primi elementi liquidi, dunque la neve si presenterà con caratteristiche complessive più bagnate e pesanti.

Se anche il suolo non fosse doverosamente gelato, o in caso si uscisse da una notte coperta seguita al giorno precedente soleggiato, la neve, pur cadendo apparentemente copiosa e appunto a larghe falde, difficilmente attecchirà a terra. In caso di valori termici superiori a quelli indicati i nostri fiocchi fonderanno rapidamente e giungeranno al suolo sotto forma di pioggia. Tutto qui.

Vi sembra facile? Provate a cimentarvi e poi... ci farete sapere!


Autore : Luca Angelini

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