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Quando le saccature in quota generano minimi al suolo?

Dipende dal tasso di baroclinicità.

MeteoLive school - 16 Agosto 2012, ore 09.05

Una mappa d'esempio d'archivio.
Le saccature in quota si muovono principalmente da ovest verso est e la possibilità che siano associate a ciclogenesi anche nei bassi strati è strettamente dipendente dal tasso di baroclinicità presente tra bassa troposfera e le quote superiori in seno alla figura perturbata. 
 
La probabilità di avere ciclogenesi associata nei bassi strati dipende in massima parte dal tasso di baroclinicità esistente tra bassa e media troposfera in seno alla saccatura stessa. In altre parole se l’inclinazione verticale tra i minimi pressori presenti tra i vari piani isobarici è rilevante, la possibilità di assistere alla formazione di minimi al suolo cresce, poichè risulta favorito il richiamo dinamico di aria umida a livello del suolo o comunque dei bassi strati.
 
Nell' asse di saccatura in quota, quella sorta di linea che unisce i punti di maggior concavità della saccatura, i fenomeni più intensi si sviluppano ad est dell'asse e dove si tamponano le masse d'aria di origine diversa.
 
Inoltre ad est dell'asse di saccatura il flusso in quota è generalmente sudoccidentale, mentre nei bassi strati risulta sudorientale od orientale, dando vita a quell'incrocio dei venti alle varie quote alla base di una fenomenologia importante. 

Un cielo di strascico accompagna il cielo appena dietro l'asse di saccatura, con qualche temporale possibile anche dietro la linea frontale (squall line); sembra quasi il doppio passaggio di una lametta da barba sulla pelle: la prima lama asporta il grosso della barba, in questo caso dell'aria calda, la seconda i residui, favorendo dunque ulteriori brevi e locali temporali.
 
Anche il cavo d'onda è una saccatura, ma meno pronunciata. E' comunque sede di fenomeni di instabilità; risulta meno spigolosa rispetto ad una saccatura vera e propria e dunque più aperta e rapida nel traslare verso est; spesso si sviluppa nell'ambito di una saccatura più prounciata ed è sede del passaggio di una linea di instabilità, magari prefrontale. 

 


Autore : Alessio Grosso

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