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Quando i temporali arrivano dal Tropico

Spesso la natura mette in moto imponenti spostamenti di masse d'aria che si accompagnano a fenomeni anche violenti. Quando i contrasti tra le latitudini tropicali e quelle extratropicali si fanno netti possono staccarsi delle onde perturbate che trasportano le masse temporalesche tropicali fin sulle nostre regioni. Eccone sintetizzato il meccanismo.

MeteoLive school - 14 Settembre 2011, ore 12.28

 Le manovre atmosferiche che si inventa la natura a volte sono davvero sorprendenti. Quando poi parliamo di temporali o di fenomeni violenti in genere il discorso si fa ancor più interessante e invoglia ad approfondire alcune particolari dinamiche. Ebbene, è possibile che in qualche caso i temporali italiani possano arrivare addirittura dai Tropici? La risposta è affermativa. Per comprendere nei tratti essenziali il meccanismo che mette in presa diretta le nostre latitudini con quelle tropicali dobbiamo anzitutto ripulire il discorso da tutti quei luoghi comuni che ingenerano confusione e che parlano a sproposito della tropicalizzazzione del clima mediterraneo: il Mediterraneo gode di un clima temperato che nulla ha di che spartire con quello tropicale.


Detto questo, possiamo osservare che a volte la circolazione extratropicale (quella delle medio-alte latitudini) e quella tropicale tendono a interagire sinotticamente; in che modo? Tutto parte da un'ondulazione atmosferica come tante altre, posta in essere dal vortice polare, ovvero un'ondulazione ciclonica che si amplifica lungo il suo percorso sul letto delle correnti occidentali, producendo i classici temporali frontali delle nostre latitudini. Per comprendere il meccanismo serviamoci di un esempio.


Poniamo di avere una saccatura in pieno Atlantico, con una perturbazione temporalesca che si sfoga al largo del Portogallo. Le correnti discendenti che fuoriescono dalle incudini di questi temporali (outflow), unitamente alla spinta della Corrente a Getto che si accompagna a tali situazioni avvettando aria calda dal comparto subtropicale, vanno ad alimentare subito a valle, ossia verso est, un robusto promontorio anticiclonico. Questo va a posizionarsi a cavallo della Penisola Iberica dove splende il sole e fa decisamente caldo, situazione che genera un notevole aumento dello spessore troposferico, provocando un netto rialzo della tropopausa. Tale ondulazione crea in risposta, ancora più a valle, ovvero ulteriormente verso est quindi all'altezza dei cieli italiani, una anomalia opposta, con aria stratosferica che inizia a sprofondare entro la troposfera. La manovra, in opportune condizioni, agevola su Mediterraneo centrale l'approfondimento di una ciclogenesi molto stretta e spigolosa, dotata di notevole energia cinetica, tale da spingersi con il suo asse fin sulle regioni subtropicali.


Se quest'onda risulta sufficientemente incisiva, può spingersi ancora più a sud e riuscire ad agganciare le cosiddette "easterlies", ossia le correnti orientali generate dagli Alisei tropicali, causando il distacco di una frangia temporalesca tropicale dalla ITCZ, ossia la Linea di Convergenza Intertropicale. E' quello che sinotticamente si chiama Tropical Plume. Questa banda nuvolosa, formata inizialmente per lo più da nubi medio-alte irregolari, reca aria potenzialmente molto carica di calore ed umidità e viene poi risucchiata dalla Corrente a Getto Subtropicale e spinta fin verso il Mediterraneo centrale, dove tende a interagire con la depressione che l'ha stimolata.


Ecco sfogarsi alle medie latitudini, anche per mezzo dell'eventuale orografia, quel surplus di calore e umidità accumulato ai Tropici. Nel risulta lo sviluppo di consistenti ammassi temporaleschi che genereranno sul nostro Paese fenomeni intensi, anche a carattere violento, con grandinate, episodi vorticosi e alluvioni lampo. Il fenomeno è molto più frequente di quanto si creda e spesso colpisce realmente anche l'Italia e i Paesi mediterranei, soprattutto nelle stagioni intermedie, quando i contrasti tra il nord e il sud dell'emisfero sono ai massimi regimi e agevolano questo "scambio di favori" tra due settori del mondo così remoti e diversi.


Autore : Luca Angelini

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