Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Quali sono le condizioni migliori per lo sviluppo di SUPERCELLE in Italia?

Cos'è un temporale a supercella? Da cosa trae origine e quali sono le aree del territorio italiano ove è più facile poterne osservare una?

MeteoLive school - 12 Agosto 2014, ore 10.30

Molto spesso si sente parlare alla televisione dei distruttivi, temibili e pericolosi tornado americani. Il tornado in realtà è un fenomeno atmosferico tipicamente associato ad una categoria particolare di temporale. Il temporale a supercella!

Di cosa si tratta precisamente?

Tutti i temporali vengono originati da una nube chiamata cumulonembo. Il cumulonembo presenta uno sviluppo verticale ed è formato essenzialmente da due parti; una zona in cui l'aria sale, chiamata corrente ascendente (inglese updraft) e una zona dove i venti sono discendenti ed assieme ad essi giungono le precipitazioni. (inglese downdraft).

Quando i venti in quota sono calmi o molto deboli, in genere il temporale ha una durata limitata. L'updraft, cioè la zona adibita alle correnti che salgono verso l'alto, viene ben presto sopraffatta dal vento di downdraft, che scarica le precipitazioni verso il suolo, interrompendo bruscamente il ricarico di aria caldo-umida all'interno della nube.

Nei temporali a supercella il forte getto presente alle quote superiori, permette a updraft e downdraft di restare ben separati tra loro
. Sfruttando questo stratagemma, il cumulonembo può durare anche diverse ore, in quanto nella sua struttura rimane assicurato il corretto apporto di aria umida in grado di rigenerare la nube senza che il downdraft conseguente vada ad interferire.

La supercella è inoltre un temporale ad updraft singolo e persistente ed è provvista di un mesociclone al suo interno. Quindi non è sufficiente avere soltanto un temporale ad asse inclinato per poter parlare di supercella ma tutta la struttura del cumulonembo deve essere dotata di rotazione.

Perche si formino temporali a supercella occorre quindi una particolare impostazione delle correnti, chiamata wind shear positivo. Il wind shear positivo è una rotazione in senso orario dei venti con l'aumentare della quota. Parlando di shear, fondamentale per la formazione delle supercelle è anche il parametro velocità. E' stato infatti osservato che nelle supercelle più strutturate, il vento tende a crescere rapidamente di intensità con l'aumentare della quota, raggiungendo un picco massimo tra la media e l'alta troposfera.

Le supercelle sono particolarmente frequenti negli Stati Uniti, ma il fenomeno non è esclusivamente circoscritto a quelle zone. In determinate condizioni è infatti possibile osservare supercelle particolarmente spettacolari anche in altre località del mondo, compresa l'Italia.

Le supercelle in Italia.

Le aree del Paese dove è più facile osservare questa particolare tipologia di temporale, riguarda tutta la Valpadana, compresi anche i settori del medio ed alto Adriatico. In genere il profilo di venti più adatto alla formazione di supercelle, è presente in occasione di fronti e perturbazioni provenienti dai quandranti occidentali o nord-occidentali.

Non tutte le aree della Valpadana corrono lo stesso rischio: privilegiati da questa tipologia di temporale sono soprattutto i settori posti a nord del fiume Po, mentre le aree di bassa pianura incorrono spesso nel vento di caduta appenninico, in gergo definito "Marino". Questa ventilazione si verifica di sovente quando la coda di un sistema frontale transita sull'alta val Padana, facendo il pelo ai settori alpini e prealpini. In tutte queste condizioni la ventilazione di Marino è sempre ben attiva sulla bassa val Padana, rendendo ventosa e secca l'atmosfera dell'oltrepò ed agevolando la genesi di temporali sull'Alta pianura. Con questo tipo di situazioni i temporali più intensi tendono ad interessare soprattutto alto Piemonte, alta Lombardia occidentale ed in seguito il Veneto (da Padova verso est) ed il Friuli. La frequenza maggiore di supercelle

Le supercelle da Dry Line appenninica. (supercelle da fronte secco)

In determinate condizioni la bassa val Padana (con particolare riferimento a basso Piemonte, zone pedemontane appenniniche dell'Emilia Romagna e della Lombardia) può divenire palcoscenico di temporali supercellulari incredibilmente ben formati

Per soddisfare questo tipo di genesi temporalesca occorre avere l'ingresso deciso di una depressione posizionata con i suoi minimi di geopotenziale nel Mediterraneo occidentale. Occorre quindi che il fronte freddo associato a suddetta depressione non si limiti a sfiorare le alte pianure a nord del Po ed i settori alpini, ma si dimostri capace di possedere un'azione penetrativa maggiore, sostenuta da un forte calo dei geopotenziali di fronte e dopo di esso. In queste condizioni tendono spesso a formarsi attive zone di convergenza tra l'aria secca da sud-ovest in discesa dall'Appennino e quella assai più umida proveniente dalle coste adriatiche.

L'innesco della convezione a questo punto è resa possibile a patto che il vento da sud-ovest abbia una temperatura pari o più fresca di quella della massa d'aria in arrivo dall'alto Adriatico. Infatti per rendere fisicamente possibile la convezione, l'aria secca in caduta dall'Appennino ha il ruolo di "emulare" un fronte freddo e secco al suolo, il quale per forza di cose deve possedere una temperatura non troppo elevata altrimenti la linea di convergenza finirebbe per non produrre alcun tipo di temporale.


Autore : William Demasi

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum