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Perché le figure bariche sono più robuste in inverno?

Cerchiamo di spiegare una cosa che può risultare oscura a molti

MeteoLive school - 16 Settembre 2002, ore 15.33

Pensate alla stagione invernale; quando si vanno a guardare le carte sulla distribuzione della pressione al suolo si vedono spesso depressioni che sul nord-Europa toccano valori bassissimi, fino a 950 hPa e oltre, mentre gli anticicloni arrivano a sfiorare in molti casi i 1045 hPa. Ma perché accade questo? Soprattutto perché tali configurazioni ci sono in inverno e durante le stagioni intermedie, ma non in estate? Molte delle responsabilità vanno attribuite ancora una volta alle correnti a getto, delle quali abbiamo già parlato diffusamente in altri articoli; infatti, come sappiamo, sono loro le responsabili della “costruzione” di una struttura alle alte quote, anticiclonica o depressionaria che sia. Inoltre sappiamo anche che più è veloce il vento all’interno della corrente a getto, più le figure bariche legate ad essa saranno profonde. Supponendo che le domande che ci siamo posti siano legittime, ne verrebbe da pensare che in media durante la stagione fredda le correnti a getto sono più veloci, ed in effetti una affermazione del genere è giustificata. Infatti mentre d’estate tutto l’emisfero è illuminato e riscaldato dal sole, nel corso dell’inverno il buio domina al polo. A pochi chilometri di altezza il nostro astro però riesce ad arrivare a scaldare zone più vicine al polo; di conseguenza su queste porzioni di territorio si crea uno squilibrio termico maggiore rispetto alla norma nei vari strati dell’atmosfera. Ecco che l’energia in eccesso accumulata in certe zone alle quote superiori andrà smaltita più rapidamente. Il modo più efficace utilizzabile a grande scala per dissipare questa energia è una ridistribuzione repentina dell’aria calda alle alte quote verso altre latitudini o comunque un suo indirizzamento in altre zone. E’ per questo motivo che la corrente a getto (specialmente quella polare) risulta più intensa durante l’inverno, che non in estate; di conseguenza anche le figure bariche risultano più profonde ed allora, grazie anche a contributi termici notevoli, avremo una depressione d’Islanda molto spesso in gran forma ed un anticiclone Russo-Siberiano robusto.

Autore : Lorenzo Catania

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