Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Non sempre Foehn

Le zone sottovento ai rilievi non sempre sono interessate dal Favonio, ecco perché.

MeteoLive school - 17 Maggio 2002, ore 15.06

È normale che nei periodi caratterizzati da perturbazioni provenienti da NW, le regioni nord-occidentali che si ritrovano protette dalle Alpi, sono interessate dal Foehn. Questo è vero nella grande maggioranza dei casi, ma alcune volte prima che arrivi il vento di caduta succede qualcosa, ed ecco che invece del cielo sereno e terso, abbiamo invece rovesci e temporali, ma come è possibile questo? I fattori che entrano in gioco per valutare se il Foehn sarà deciso oppure no sono principalmente due, il primo riguarda la massa d'aria in arrivo; essa deve avere uno spessore che superi di almeno 1000-1500mt l'altezza dei rilievi, il secondo riguarda la massa d'aria che staziona sulla Pianura Padana, che in alcuni casi grazie all'isolamento indotto dall'arco alpino, risulta essere molto diversa da quella in arrivo. Le masse d'aria fredda solitamente hanno uno spessore inferiore rispetto a quelle di origine sub-tropicale ed è anche per questo che raramente riescono a valicare le Alpi portando fenomeni, se non il consueto Foehn. Accade talvolta che la massa d'aria in arrivo abbia comunque uno spessore più elevato del solito (e questo può accadere per molteplici fattori), e giungendo a ridosso dei rilievi, la parte più elevata in quota oltrepassa la catena montuosa e si ritrova al di sopra di un "catino bollente" come spesso è la pianura dopo periodi soleggiati. In questo modo il diagramma termodinamico dell'atmosfera, sulla verticale della pianura, subisce una modifica improvvisa, con grande contrasto tra il suolo e le quote superiori dove l'aria è troppo fredda, e si innescano così violenti temporali. Nella figura è riportato in modo molto schematico il fenomeno, si nota il fronte freddo in due momenti, ovvero prima che raggiunga le Alpi e poi quando l'aria fredda in quota si trova sopra la pianura, che potremmo definire "fronte freddo in quota". Un'altra condizione perché ciò si verifichi, riguarda la direzione del vento, che non deve essere troppo perpendicolare rispetto ai rilievi, altrimenti l'accumulo eccessivo sul versante esposto alle correnti genera subito il fohn, rappresentato nello schema dall'unica freccia color fuxia. Seppure in misura minore, questo fenomeno lo ritroviamo anche lungo l'Appennino, quando durante afflussi di aria instabile da NE, sul versante adriatico abbiamo piogge da stau più copiose e continue, mentre sul versante tirrenico durante il pomeriggio possono innescarsi temporali, che migrano dai rilievi verso il mare. Si tenga presente che quanto illustrato si verifica soltanto nel 20% dei casi e principalmente avviene durante la stagione estiva, il rimanente 80% è il classico Foehn senza precipitazioni e con cieli tersi, ma anche un 20% di possibilità va preso in considerazione al momento di fare una previsione. Durante la stagione invernale invece le cose cambiano e la percentuale diviene quasi inesistente, in primo luogo perché non ci sono i contrasti riscontrabili durante la stagione calda, secondariamente perché le correnti sono generalmente più sostenute ed innescano subito il vento di caduta sul versante sottovento. Anche lo spessore delle masse d'aria fredda in inverno è minore e diventa così difficile osservare questo fenomeno. Dobbiamo comunque osservare accuratamente la situazione in questi casi, perché anche se ci ritroviamo sottovento ai rilievi, non è detto che il cielo debba per forza essere azzurro! Appendice: altri casi di Favonio mancato: 1 corrente da nord-ovest invernale poco sviluppata alle quote inferiori, sul catino padano rimane il classico "lago freddo" e il Foehn soffia solo sui rilievi e sulle zone pedemontane. 2 fronte caldo invernale accompagnato da fortissimi venti da nord-ovest in quota. Nelle prime ore le nubi e le precipitazioni possono giungere anche sul versante sud-alpino, specie in presenza di un cuscino d'aria fredda preesistente e di una sufficiente umidità dell'aria. Gradualmente però il crollo della pressione, la spinta delle correnti e l'approssimarsi del fronte freddo attiva il Favonio che giunge fino in pianura in modo prorompente alzando la temperatura anche di 10-15°C in una sola ora. (tipico caso 22-23 dicembre 1991)

Autore : Luca Ronca

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità
Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum