Scrivi una località, una regione o una nazione per ottenerne le previsioni del tempo
Località Data aggiornamento Quantità neve Impianti
MeteoLive NEWSLeggi tutte le news ›

Le tempeste atlantiche: perchè si formano?

Tutti i segreti delle tempeste atlantiche.

MeteoLive school - 29 Gennaio 2013, ore 09.21

Durante l'inverno una buona fetta dell'Emisfero Nord è innevata o ricoperta di ghiaccio, creando così le condizioni favorevoli alla formazione delle tempeste atlantiche

Vere e  proprie bufere di vento, con raffiche che possono raggiungere quelle degli uragani. Onde maestose fino a 8-10 metri che si infrangono sui mari attorno alle Isole Britanniche e sulle coste del Mare del Nord.

Il tutto spesso dura poche ore, ma talvolta i danni possono essere pesanti.
E' la tempesta atlantica, una delle manifestazioni di energia pura più spettacolari e pericolose che possono interessare l'Europa.

E' ad esempio notizia di qualche giorno fa la formazione di un ciclone nei pressi dell'Islanda, con un minimo di pressione di 931 hPa e venti fino a 150 km/h al largo sull'Oceano.

Tuttavia è l'inverno tra il 1999 e il 2000 che fu particolarmente ricco di questi eventi: tutti ricordano Lothar, la bufera che spazzò Francia e Germania il 26 dicembre del '99 portando raffiche di vento fino a 200 km/h nella Foresta Nera in Germania e 241 km/h sull'Üetliberg, una montagna nei dintorni di Zurigo. Molti in Italia però hanno maggior ricordo della tempesta successiva, Martin, che solo 2 giorni dopo portò raffiche di vento fino a 140 km/h sulle coste tirreniche, punte superiori ai 200 km/h in alta montagna, ed un crollo di pressione che toccò i 30 hPa in sole 5 ore, con numerosi danni.

Ma anche nel 1990 a fine febbraio una serie di tempeste del genere attraversò l'Europa e l'Italia portando tanti problemi.
Viene quindi da chiedersi perché si scatenano, e soprattutto perché possano arrivare fino a noi, dato che i libri di scuola ci dicono che il nostro clima è di tutt'altro tipo.

In effetti è così: fenomeni del genere e stagioni ricche di tempeste sono eventi rari dalle nostre parti, e di conseguenza rappresentano una anomalia che si presenta in condizioni molto molto particolari, per fortuna difficilmente replicabili più di una volta al decennio in media. Su diverse zone del nord Europa invece sono la normalità di tutti gli inverni (o quasi).

La loro formazione è dovuta in particolare alla geografia di una buona fetta dell'Emisfero Nord, rappresentata dalla vastità del Continente nord Americano, dalla sua forma, e dalla vicinanza in zona artica con la Groenlandia e la calotta glaciale nel suo complesso.

Durante l'inverno il Sole scompare tra il Polo e la zona artica, permettendo all'aria di raffreddarsi diventando presto gelida; di conseguenza all'inizio della stagione fredda il Canada diventa sede di furiose e ripetute bufere di neve e vento, che contribuiscono a far scendere la temperatura fino a -30°C ed oltre.
Nel contempo sull'Oceano Atlantico – specie a ridosso delle coste statunitensi – l'aria rimane più mite ed umida, grazie anche alla Corrente del Golfo; lo stesso accade alle medie e basse latitudini degli States.

Ed allora quando i venti gelidi dalle coste canadesi riescono a sfociare sul mite oceano, ecco che l'aria qui diventa improvvisamente molto instabile, si accentua la convezione – ossia la salita dell'aria dalla superficie marina verso l'alta troposfera - e la pressione scende. Se in particolare è in arrivo da sud o dagli States una bassa pressione, sia essa fiacca o no, viene rapidamente rinvigorita, si approfondisce, ed una volta risalita nei dintorni della Groenlandia aggancia risucchiando a sé nuove correnti gelide dagli altopiani.

Insomma, in occasioni del genere sui cieli artici viene a crearsi uno scontro ancora più duro tra l'aria dall'Oceano Tropicale che è risalita fin lassù facendo scendere la pressione al largo delle coste, e le due correnti di aria fredda (dal Canada e dalla Groenlandia) che invece scivolano dalle coste verso l'Atlantico tendendo a far aumentare la pressione atmosferica per il semplice fatto che l'aria fredda è più densa di quella calda.
Ma allora la differenza di pressione tra i due contendenti aumenta ancora, e di conseguenza fa lo stesso la forza dei venti. Fino ad arrivare, talvolta, ad intensità di uragano.
Tutta questa reazione a catena tendente alla recrudescenza dei venti persiste finché la depressione non comincia ad occludersi, ovvero finché l'aria fredda finalmente non riesce a sollevare l'aria calda alle quote più alte, stabilizzando l'aria e facendo aumentare la pressione anche nel (ex) settore caldo della depressione. Allora i venti iniziano ad attenuarsi ed il tempo a migliorare, come accade anche nelle normali depressioni di casa nostra. Questo processo spesso richiede dalle 24 alle 48 ore.

A differenza delle nostre basse pressioni le tempeste atlantiche mettono una contro l'altra masse d'aria estremamente differenti, con sbalzi di temperatura fino a 40-45 gradi in libera atmosfera; da noi si arriva a 15-20 solo in caso di perturbazioni particolarmente forti, e questo spiega il perché non si raggiungano condizioni così estreme sull'Italia.
 


Autore : Lorenzo Catania

Questa pagina: Stampa Invia Favoriti | Condividi: Altro
Webcam
Vedi tutte
Satellite
Immagini e foto dal satellite

Immagini dal satellite

Guarda le ultime immagini inviate dal satellite Meteosat 8, da 36.000 km di altezza.

Visualizza
Editoriali
Leggi tutti
Newsletter

Iscriviti subito!

Scrivi la tua email

Ogni giorno riceverai le nostre previsioni meteorologiche direttamente nella tua casella e-mail!

Info Viabilità

h 08.52: A13 Bologna-Padova

rallentamento

Traffico rallentato causa traffico intenso nel tratto compreso tra Occhiobello (Km. 49,1) e Ferrara..…

h 08.52: SS372 Telesina

problema rallentamento sdrucciolevole

Traffico rallentato, fondo stradale dissestato nel tratto compreso tra 4,147 km dopo Incrocio Vaira..…

Leggi tutti
Dal FORUM
Vai al forum